CAPITOLO 83

May. 3rd, 2010 08:01 pm
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83
Jude - Giochi discreti






Quella sera ci sono soltanto ombre, nella stanza.
La luce arriva dalle lampade ed è schermata dalla carta dei rivestimenti - filtrata in sfumature più scure, più calde, che non servono ad enfatizzare la realtà delle forme. Che non permettono di distinguere alla perfezione i contorni - di seguirli. Ripassarli con lo sguardo, come per mandarli a mente.
Ricordarli.
Jude non ha idea del perché abbia preferito questa illuminazione a quella solita e più neutrale del lampadario. Non crede che ci sia stato qualche disegno preciso - non voleva atmosfera, per una volta. Il suo piano prevedeva tinte fin troppo artificiali e toni neutri. Pratici.
Nulla che mettesse in risalto il colore della pelle di Raven, comunque. Nulla che rendesse più liquido il nero dei suoi occhi e gli facesse venire voglia di correre a recuperare la macchina fotografica per avere la certezza di non vederlo scappare.
È questione di sopravvivenza.
Concentrazione.
Sono venti minuti che cerca la maniera di avvicinare la questione di cui deve parlare senza ottenere nulla. Neanche un minimo spunto.
Raven sta guardando le foto di Dylan, intanto. Le ha sparse sul tavolo basso e si è seduto per terra vicino ad una delle piantane - le gambe incrociate, i capelli legati sulla nuca. Occhi socchiusi, come sempre quando è concentrato su qualcosa.
È bellissimo.
E Jude lo sa che dopo dieci anni dovrebbe averci fatto l'abitudine - al suo aspetto, e alla sensazione strana di gravitargli attorno, e all'assenza totale di punti fermi che ti porta il frequentarlo. Eppure, ci sono momenti in cui tutto questo continua ancora a togliergli il fiato. Giorni in cui la voglia di fotografarlo non nasce neanche da un bisogno di bellezza - dal bisogno di guardarlo. Ma sembra essere semplicemente un modo per fermarlo.
Costringerlo in una forma un po' più stabile di quel mutare continuo.
È stata quella, probabilmente, la costante di tutta la loro storia. L'impressione che ogni gesto - ogni sguardo - non fosse altro che sabbia che scivolava tra le dita. Manciate di secondi gettate alle spalle con disinvoltura, senza che nulla segnasse la pelle. Senza che niente si lasciasse fissare.
La prima volta che hanno fatto l'amore, era quella una delle sfumature in cui si poteva scomporre il desiderio. C'erano il corpo, l'attrazione e la frustrazione di quel gioco che stava andando avanti ormai da troppo tempo, sicuro. Ma c'era anche il bisogno segreto di sentirlo proprio, almeno per qualche istante. La necessità silenziosa di ancorarlo al mondo con il proprio corpo - come se quel gesto bastasse a rivendicare qualche possesso. Come se l'efficacia stessa di quel tentativo non fosse stata già vanificata dal numero di persone che erano state al suo posto, in precedenza. Che prima di lui avevano battuto quella stessa strada.
È strano. Perché Jude sa che è assurdo - lo sa ora, e lo sapeva quel giorno.
Eppure, nel profondo, ha sempre sentito anche che non fosse così lontano dal vero. Che in qualche modo Raven era davvero suo - se non sempre, almeno nei momenti in cui stavano a letto insieme. In cui si lasciava fotografare.
È l'unica cosa che gli abbia permesso di sopportare quella libertà spaventosa che l'amico gli ha forzato tra le braccia fin dalla prima volta che si sono rivolti la parola. Il contrappasso delle paure e delle inquietudini che, a quindici anni, non credeva avrebbe mai dovuto affrontare.
Se ripensa alla persona che era prima di conoscere Raven gli viene quasi da ridere.
Perché quel ragazzino aveva una storia già tracciata per sommi capi, e non pensava certo che tutte le sue certezze avrebbero potuto deviare in quella maniera. Che si sarebbe trovato lì, dieci anni dopo, a vivere in una casa arredata con un gusto che a quel tempo non aveva ancora scoperto e a far scorrere le dita sulla superficie lucida di fotografie sviluppate in mattinata. A far scorrere gli occhi sulle linee bianche del corpo ritratto, e su quelle più dure del volto di Raven. Inseguendo le ombre. Accarezzandone il profilo.
A volte gli sembra che tutto quel che è ora sia opera sua. Un suo dono, come tutti i veri doni non davvero meritato - l'eco di una promessa mai fatta ad alta voce che si è sentito sul punto di infrangere troppe volte. Che sempre ha rinsaldato, invece. Riparandone le crepe.
Proprio per tener fede a quella promessa, adesso, dovrebbe inginocchiarsi di fronte a lui e prendergli le mani - cercare i suoi occhi. Lasciarsi andare nel nero delle sue iridi e dirlo chiaramente. A bassa voce.
Ho baciato Dylan. Quando tu non c'eri.
Avrei fatto di più, se non ci avessero interrotti.
Non è stato facile lasciarlo andare. Far finta di niente. Mentire.
Vorrebbe dirgli che si sente in colpa, anche, senza sapere con certezza verso chi e per quale ragione. Chiedere se sa trovare lui una spiegazione - chiedergli cosa pensa. Cosa vede.
Se lo distingue, il desiderio, nelle angolazioni con cui ha fotografato Dylan. Se intuisce nella curva del suo braccio - nella curva del sorriso - quello che stava per accadere. Se lo sapeva già, il giorno che gliel'ha portato in casa.
Quella prima sera.
Ma Raven sta studiando le stampe come studia tutti i suoi lavori, da sempre, e non sembra turbato. Solleva appena la testa quando lui si avvicina, e lo sguardo è limpido. Il sorriso sincero.
"Immaginavo che sarebbero state qualcosa del genere," commenta, con un tono morbido.
E lui lo sente in quel momento, con chiarezza, che non dirà niente. Perché l'equilibrio è già troppo incrinato e neanche riesce più a capire quale sia l'emozione dominante - se ci sia amore o incertezza o paura. Se sia complicità, quella che scorre tra di loro, o forse semplicemente gelosia.
Sono anni, del resto, che non vivono più qualcosa del genere. Anni che si completano perfettamente e camminano insieme senza esitare.
Ma ogni strada dritta si trasforma in un bivio, superato un confine. E tu devi deciderlo da solo, da che parte andare.
Capire da solo quali sono gli ostacoli. Le trappole da temere.
"Ti piacciono?" si limita a chiedere, quindi, mentre si lascia cadere sulla poltrona. Rovescia la testa sullo schienale, poi - preme il ginocchio contro il bracciolo. "Io non avevo intenzione di fare dei nudi, in realtà."
"Come mai hai cambiato idea?"
Lui scrolla le spalle, indicando le stampe con il mento. "L'ha voluto Dee. E a quel punto sembrava giusto."
"Era giusto, Jude," mormora Raven, tornando ad abbassare la testa. "Credo siano tra i tuoi lavori migliori."
"Trovi?"
Un cenno affermativo - distratto.
"E Dylan è bellissimo. Non l'ho mai visto tanto sereno."
Prendendo un respiro profondo, Jude scivola più in basso sulla poltrona. Non distoglie lo sguardo.
E intanto pensa a quando tutto è iniziato - a quanto era difficile distinguere le sfumature della loro storia, trovare un equilibrio tra l'amicizia e l'amore. Accettare che il loro rapporto cambiasse mentre il mondo intorno restava identico a se stesso - mentre Raven continuava a ridere e a chiudere la mano sulla sua nuca per attirarlo vicino, anche mentre parlava con altri. Anche mentre si lasciava guardare.
Non è stato facile venire a patti con la gelosia.
Non è stato facile imparare a modulare la propria - dimenticarla - né accettare il fatto che dall'altra parte mancasse del tutto. Che Raven potesse passare la serata a guardarlo flirtare con un completo sconosciuto e intanto sorridergli come se niente fosse - lasciarli andare via insieme. Senza domandare niente il giorno dopo. Senza approfittare della prima occasione per pareggiare i conti e fargliela pagare.
Ci hanno perso almeno un anno, su quel tiro alla fune. In silenzio certe volte - altre volte scandendole ad alta voce, le regole. Sfidandosi e confrontandosi e litigando anche, brutalmente. A letto come per strada. Sui corpi delle altre persone.
Jude non saprebbe dire quanto fossero coscienti della situazione, i ragazzi che si lasciavano tirare in mezzo - quelli che si frapponevano tra loro.
Non ha mai capito come fosse possibile ignorare il centro focale di tutti i suoi gesti - come potessero guardarlo negli occhi e non notare che i suoi scivolavano sempre oltre le loro spalle, verso qualche altro angolo di locale. Con quale coraggio si stupissero, dopo, quando lui diceva che c'era un altro. Quando spiegava di chi si trattava.
Forse avrebbe dovuto capirlo da quei particolari, che il gioco era inutile e colpiva soltanto i bersagli sbagliati. Forse avrebbe dovuto cambiare strategia fin da subito - fin da subito accettarla, quella strana dolcezza che stringeva tra le dita. Quel potere ubriacante che sapeva trasformarsi in debolezza alla prima incrinatura - il brivido che scivolava lungo la schiena ogni volta che gli occhi si incrociavano, anche se tra di loro c'era un'intera stanza e troppa gente e la schiena di un ragazzo qualunque.
Forse, tutto quello sarebbe dovuto essere sufficiente.
Invece, era stato necessario scorgere una scintilla nuova nell'espressione dello sconosciuto con cui si stava appartando. Era stato necessario vederlo voltare la testa - vedere gli occhi di Raven inciampare su di loro. Indovinarli fissi nei suoi.
E poi scivolare insieme nel letto, senza altre parole perché tutto quel che bisognava dire era già stato detto. Far scorrere le mani sulla sua schiena e incontrare lo sguardo di Raven oltre la sua spalla - sentire il respiro fermarsi.
La sensazione destabilizzante di avvertire tutti i pezzi del mosaico che lentamente, in quel preciso momento, tornavano ad incastrarsi.
È anche ironico, da un certo punto di vista, che la certezza della profondità della sua storia con Raven gli sia stata regalata dalla prima volta che hanno fatto sesso con un altro, insieme, mentre adesso è proprio l'idea di un nuovo articolarsi del rapporto a fargli tremare la terra sotto i piedi.
Il pensiero della pelle di Dylan accarezzata dalle labbra di Raven.
Il ricordo delle sue ginocchia premute contro i fianchi. Il ricordo di come la luce scivolava nei suoi occhi - sui suoi capelli - e della sua maniera leggera di muoversi.
La certezza - quasi un brivido - che basterebbe trovare la voce adesso. Parlare. Per poterli avere entrambi, insieme.
Non saprebbe dire perché quella possibilità non riesca a trovare respiro neanche nelle fantasie - perché stringa la gola anche solo immaginarla. Forse, è che dopo sarebbe impossibile tornare indietro. Che farebbe troppo male lasciarlo andare.
O forse è che in fondo lo sa, lo sente, che potrebbe non lasciarlo andare mai più, Dylan. Che Raven potrebbe decidere di tenerlo altrettanto stretto. E non è sicuro che il loro equilibrio saprebbe sopportare un simile tipo di pressione.
Non crede che avrebbe la forza di sostenerla, lui. Senza crollare.
Stringendo la mano a pugno sul bracciolo della poltrona, Jude preme la tempia contro lo schienale - fa scorrere gli occhi sul viso di Raven, sul suo collo. Sulle mani.
Si bagna le labbra, affondandovi i denti. Lascia andare il respiro.
"Devi tornare al campus, stanotte?" chiede, in tono sommesso.
Dal basso, Raven solleva la testa.
"Perché dovrei tornare al campus?" ribatte, inarcando le sopracciglia.
Una scrollata di spalle.
"Non so. Non hai detto che torna Carlos? Magari volevi andare ad aspettarlo..."
Per un attimo, l'amico resta impassibile, limitandosi a sostenere il suo sguardo. Jude lo conosce troppo bene per non distinguere la luce divertita che illumina il nero - basterebbe concentrarsi un po' per scorgere dietro quella maschera il sorriso che si sta sforzando di trattenere. Un minimo movimento e tutte le carte verrebbero calate in tavola - faccia scoperta, punteggi bene in vista.
Se non dice niente e aspetta che sia l'altro a fare il passo successivo è soltanto perché i nervi sono già tesi, e l'aspettativa sgrana i secondi come fossero battiti. Anticipazioni di brividi.
Giochi discreti.
Quando Raven appoggia sul tavolo la fotografia che stava guardando, il movimento è lento. Perfettamente misurato. E lo sguardo che gli lancia mentre si alza in piedi, subito dopo, è quello dei momenti migliori. Quello di quando sono soli e c'è quella penombra densa intorno a loro, a rendere ancora più immobile l'aria. A confondere i ricordi con il presente, e a sfumare i desideri.
"Se dicessi che avevo in mente di andarmene, rovinerei i tuoi programmi?"
Piegando le labbra in un sorriso, Jude inclina appena la testa.
"Può darsi."
"Hai in mente qualche foto?"
Lentamente, lui percorre il suo corpo con lo sguardo - partendo dal basso, si concentra sulle pieghe del jeans in corrispondenza delle ginocchia. La stoffa più tesa in prossimità dei fianchi - i bottoni e la cerniera. La fibbia della cintura. Il bordo della maglia e la forma del petto, la forma delle spalle. La curva del collo e il mento, la bocca, l'espressione impassibile del volto.
Il nero luminoso degli occhi. Il loro sorriso.
"No," risponde, a bassa voce. "Stanotte voglio solo guardarti."
"Guardarmi?"
L'espressione impassibile sul volto dell'amico si increspa appena, cedendo il posto alla sfida.
"Tutta la notte? Davvero?"
"Chi può dirlo. Magari mi viene qualche altra idea, nel frattempo…"
"Magari…" annuisce Raven, guardandolo dall'alto. Il corpo perfettamente bilanciato - le braccia ferme lungo i fianchi. Immobile di fronte a lui: soltanto un passo di distanza.
Pochi centimetri.
Inghiottendo ogni altra battuta, Jude si sporge in avanti - posa una mano sul suo fianco destro. Curva le dita, in una stretta più salda.
Divarica le ginocchia, per permettergli di coprire lo spazio che ancora li separa.
È sempre stranamente eccitante, quando momenti del genere passano spontaneamente dallo scherzo al silenzio: come se le energie centrifughe del loro rapporto di colpo si sintonizzassero su un'unica frequenza. Come se non ci fosse più bisogno di dire niente, per dare un senso al loro stare insieme, ma bastasse incontrarsi. Lasciar parlare gli sguardi.
Le mani.
I primi tempi succedeva perché l'intensità era troppa, probabilmente. Perché c'era fretta e incertezza e paura e Raven aveva occhi e corpo di pietra levigata, e Jude non poteva concentrarsi a sufficienza per comandare allo stesso tempo le dita e la lingua.
In seguito, quando i gesti hanno cominciato ad essere soltanto naturali, compierli in silenzio dava loro una solennità diversa.
Era come tracciare un confine che divideva quel che facevano alla luce da quel che facevano nell'ombra. Un modo per distinguere certe emozioni da quelle della semplice amicizia.
Perché non si trattava di toccarsi e basta, quando stavano zitti. Non erano le conseguenze un po' ambigue di un rapporto stretto - di un'attrazione che viveva il suo tempo. Né si trattava soltanto di sesso.
Anche il termine desiderio sembrava svuotarsi. Un colore spento.
Era un'altra la fretta. Un altro il bisogno.
E ogni volta che succede, ancora adesso, Jude sente la gola stringersi come quel primo giorno.
Come se tutte le parole da dire - tutte le cose da fare - si accalcassero l'una sull'altra, rallentandogli il cervello.
"Ehi," mormora Raven, dall'alto - la punta delle dita una carezza impalpabile lungo la mascella. E Jude sorride, sollevando gli occhi verso di lui - chinandosi in avanti per premere le labbra sul suo ventre. Per farle scivolare verso il basso, oltre il rilievo della cintura.
Fa quasi effetto scoprire le proprie mani salde, ora - sicura la stretta delle dita sul fianco, sicura la pressione del palmo sul sesso.
La prima volta tremavano entrambi, ricorda. Le carezze di Raven tra i capelli. I suoi gesti impacciati, incerti.
I respiri veloci.
Adesso è come se prendessero finalmente fiato dopo una lunga apnea, quando Raven sospira al contatto. Le sue dita massaggiano la nuca, stringono appena la presa. La rilasciano. Ed è difficile imporsi di procedere lentamente.
Sono rare le occasioni in cui Jude avverte con maggiore chiarezza la portata del suo ascendente sull'amico. Rare le situazioni che lo fanno sentire più forte - più in controllo. Come se tenesse in mano le chiavi del mondo.
Capita a volte durante l'amplesso - quando si spinge dentro di lui e sente il suo corpo aprirsi, i suoi muscoli contrarsi. Quando lo guarda - occhi aperti, occhi chiusi - e ascolta il momento prolungarsi, come un elastico teso. Quando inizia a muoversi. E lo vede muoversi con lui.
Eppure, quei momenti si articolano su un piano ancora diverso. Sono una forma di possesso più violenta - viscerale - e non possono davvero essere messi a paragone con il senso profondo di questi attimi di aspettativa.
Quando Raven è immobile, e così vicino.
Le mani appoggiate sul suo capo ma forzatamente ferme, come per lasciargli libertà di movimento. E c'è soltanto il suo odore, intorno. Prima ancora del suo gusto - prima di ogni contatto. A penetrare ogni scheggia d'istante. Ogni pensiero.
Jude sente la stretta delle dita serrarsi appena, quando infine si decide ad aprire la bocca e lasciarselo scivolare sulla lingua.
Rilassa la stretta delle dita e le fa scivolare indietro, verso la schiena, mentre Raven spinge i fianchi in avanti lentamente.
Si ritira.
E lui chiuderebbe gli occhi, in ogni altro momento. Lo lascerebbe fare o detterebbe il ritmo, concentrandosi sul suo sapore. Su ogni loro movimento.
Non saprebbe dire con certezza perché adesso invece sollevi lo sguardo verso l'alto - verso il suo volto. Forse, soltanto perché lo sapeva, che oltre le ciglia socchiuse anche gli occhi dell'amico sarebbero stati aperti. Brucianti.
Lentamente, la mano di Raven scivola ad accarezzargli la guancia - a cambiare appena l'inclinazione del capo, mentre il pollice traccia cerchi concentrici in prossimità dello zigomo.
"Pensavo volessi guardarmi," mormora, muovendo appena le labbra. E lui potrebbe rispondere qualunque cosa - tirarsi indietro e parlare, o forse sollevarsi a baciarlo. Potrebbe cambiare le posizioni e scivolare per terra e spingerlo seduto.
Dire di sì, sorridendo.
E poi chinarsi e invece di riprenderlo in bocca premere le labbra sull'osso del suo bacino. Succhiare la pelle e lasciargli il segno di un morso - toccandolo con le mani, intanto. Prendendosi tutto il tempo di studiare le espressioni del suo volto, e le variazioni del respiro.
È sicuro che Raven si sforzerebbe anche di essere totalmente passivo, se quelli fossero gli accordi. Lo lascerebbe fare e basta, senza cercare di accelerare i tempi. Senza fare nulla a sua volta - soltanto sentendo. E lasciandolo guardare.
Era quello che Jude aveva in mente quando l'ha visto avvicinarsi, del resto. Quello che chiedeva - che traspariva dal suo atteggiamento. E non capisce perché invece nello spazio di pochi istanti tutto si sia capovolto - per quale motivo il desiderio abbia cambiato direzione e pulsi nel sangue con un ritmo diverso.
Con diversi parametri.
Anticipazioni.
"No," risponde, tirandosi indietro. E non può trattenere un sogghigno quando l'altro geme contrariato, mentre lui si affretta a sollevargli la maglia. A sfilargliela di dosso.
"Cambio di programma," comunica, gettandola a terra e sporgendosi a baciargli l'orecchio. "Camera da letto."
"Buona idea…" ridacchia Raven, voltando la testa per mordergli il labbro. "Meglio della tua poltrona, senz'altro."
"Non ti sei mai lamentato, prima."
"Perché sono bravo a soffrire in silenzio…"
"Sicuro," sbuffa lui. "Un martire."
"Non te n'eri mai accorto?"
Senza rispondergli, Jude spinge il palmo contro la porta della camera da letto e resta fermo sulla soglia un attimo, prima di premere l'indice contro l'interruttore. La stanza si accende di luce, quasi gradualmente, e lui si prende il tempo di studiarne le prospettive. Le distanze.
Alle sue spalle, Raven gli ha fatto scivolare un braccio intorno alla vita e si è chinato a baciargli il collo - sta respirando contro il suo orecchio.
"A cosa stai pensando?" mormora, mentre lui rovescia la testa di lato per lasciargli più spazio. Mentre si spinge indietro, per aderire meglio al suo petto.
Lo sente sorridere, a quel punto. Chiudere le labbra intorno al lobo - morderlo piano. Soffiare: "Hai cambiato idea?", in un tono divertito.
Voltandosi nell'abbraccio, Jude sogghigna.
"Forse. Faccio ancora in tempo a recuperare la macchina…"
"Decisamente no," lo interrompe l'altro, strattonandolo verso l'interno della stanza. "Hai avuto la tua occasione, Iverson. Non è colpa mia se l'hai bruciata."
"Abuso d'autorità, davvero? Non eri tu, l'anarchico?"
Scuotendo la testa, Raven lo spinge sul letto e punta un gomito al lato del cuscino, chinandosi a baciarlo. Chiudendo gli occhi, Jude lascia che sia lui a dettare i tempi - il suo corpo a muoversi, scegliendo la pressione; il suo respiro a far respirare entrambi.
Gli ha sciolto i capelli, intanto - vi sta facendo scorrere le dita. E pensa che non gli capita spesso di sentirsi tanto soddisfatto nel restare semplicemente sdraiato ad accarezzarlo - tanto rassicurato nel cedergli il timone.
Lasciarlo fare.
Gli sembra di essere tornato ragazzino, quando l'amico era quello con tutti i segreti del mondo sulle labbra - sulla pelle - e lui non doveva far altro che star fermo, aspettando che glieli trasmettesse. Imparare. A capire in che direzione andasse il desiderio. E dopo, ad accettarlo. Una lenta educazione all'istinto.
Fino ad arrivare al punto in cui non sembrava più di stare sbagliando tutto.
Quando riapre gli occhi, Raven si è di nuovo sollevato sul gomito - il suo corpo pesa ancora addosso, solido e forte, ma lui ha smesso di baciarlo. E forse ci si potrebbe aspettare un sorriso - qualche altra battuta che sfumasse di nuovo l'intensità con lo scherzo. Ma il ragazzo è immobile, e lo sta semplicemente guardando.
Con i capelli sciolti già rovesciati su una spalla. Con gli occhi socchiusi, scuri. Fissi nei suoi.
Voltando la testa di lato, Jude lancia un'occhiata alla porta ancora aperta - solleva la mano per chiuderla sulla sua nuca. Comincia a massaggiarla.
"Spegni la luce?" domanda - e l'altro lascia andare uno sbuffo che somiglia ad una risata. Chiude la mano sotto il suo ginocchio - gli fa piegare la gamba. Chinando il capo per baciargli il collo, sfrega i fianchi contro il suo bacino - sorride contro la sua pelle.
"No," sussurra.
Ed è un rifiuto che sa di invito, più che tutto. Di concessione e promessa e dono. Perché l'amico stanotte ha smesso di giocare soltanto - e ha smesso anche di restare fermo, e lasciare che sia lui a dettare il passo. Gli occhi sono quelli con cui guarda la gente a volte, quando la gente vuole lasciarsi guardare. Ed è un brivido sentirsela addosso, quell'intensità, perché di solito quando sono insieme Jude è troppo impegnato a cercare di legarlo a sé, Raven. Troppo impegnato a toccarlo, per farsi davvero toccare.
Come se servissero gesti di quel tipo per rivendicare verità che il loro rapporto spesso preferisce tacere. Come se ne avessero bisogno entrambi.
O forse soltanto Jude.
O forse, soltanto Raven.
È difficile da capire. L'amico ha una capacità talmente grande di modellarsi intorno ai desideri degli altri da rendere difficile distinguere le sue preferenze da quelle che il mondo gli mette tra le mani. Troppa scioltezza nell'assumere qualunque ruolo - qualunque posizione - senza per questo perdersi. Cambiare.
Sono soltanto sfumature. I diversi modi in cui la luce può scolpire un volto - creare emozione.
Quando si lascia andare, dà l'impressione di saper ridurre ogni periferia del corpo a centro - di sapersi gestire anche quando sei tu, a guidare. E quando è lui, ad avere il controllo, sembra chiederti con ogni movimento di abbassare le barriere.
Con ogni sguardo.
Ogni inclinarsi misterioso del respiro.
"Rilassati," sussurra, baciandogli l'orecchio. "Per una volta, Jude. Chiudi gli occhi."
Non capita spesso che faccia di queste richieste. Non capita spesso che gestisca il tempo con quella dolcezza - lo strusciare del naso sulla guancia, il bisbiglio del respiro tra i capelli. Le mani che scivolano lungo i fianchi, sulle cosce - i movimenti esasperanti del bacino.
Il calore della pelle nuda - dell'incastro dei corpi. Dei baci.
E non capita spesso che Jude si conceda di ascoltarlo così profondamente. Di mettersi nelle sue mani, lasciando che sia lui a decidere i gesti, le posizioni. Senza neanche guardarlo.
Senza che gli occhi, per una volta, si pongano come filtro tra lui e il mondo.
Rabbrividisce, dopo, quando sente le sue labbra aprirsi sulla spalla - scivolare verso il basso, dal collo alla schiena, seguendo il percorso delle vertebre. Chiudendosi intorno alla prima.
Le dita, serrate sui fianchi, sono una pressione familiare - impronta conosciuta. Il suo corpo, premuto da dietro, ha una forma diversa. Più convinta.
Ed è strano, perché non è la prima volta.
È strano perché tutte le volte, dopo la prima, sono state questo: un periodico riscoprirsi straniero. Come fosse uno sconosciuto, il ragazzo che lo sta toccando. Il respiro che batte sulla pelle con un'angolazione nuova - con un altro ritmo.
E l'odore. Il sapore.
Il brivido stesso.
"Sei pronto?"
Anche la voce è differente - più bassa, e calda. Una nota che vibra nel profondo e scioglie, accarezza. Verrebbe da chiedersi se anche gli occhi avrebbero un altro colore.
Nero inchiostro. O acqua di notte.
O l'ossidiana solita, forse. Soltanto più ardente.
Stringendo i pugni sulle lenzuola, Jude affonda i denti nel labbro. Annuisce.
E sente la stretta della mano che gli teneva il fianco destro rilassarsi - il palmo scorrere verso l'alto, sfiorargli il petto. Il volto.
Le labbra risalire a baciare il collo.
"Stai calmo…"
Lui si sforza di concentrarsi sul respiro.
"Piano…" mormora Raven, intanto. Con la stessa dolcezza ipnotica con cui lo stava toccando - la stessa lentezza. Di ogni movimento.
Ed è come se le parole le sentisse la pelle, prima dell'udito. Come se fossero rivolte al corpo, più che tutto - un incoraggiamento privo di senso, che la coscienza percepisce soltanto come soffio. Ritmo.
Jude lo sente gemere, quando arriva in fondo. Il suo nome in un sospiro e riesce ad immaginarlo come se lo sentisse nell'orecchio, il battere del suo cuore. Pulsare nel sangue, nel corpo, sotto la pelle. Farsi strada nella mente fino a occupare tutto lo spazio.
Trasformare il resto in niente.
È sempre un momento particolarmente intimo, quello. Diverso da quando è lui nella parte attiva - diverso da quando è lui concentrato sul calore, o sulle espressioni del volto dell'altro. Dolore e piacere e impazienza mascherate dalle ciglia abbassate, o spudoratamente dipinte nelle pieghe della fronte. Nella curva delle labbra.
Nell'accoglienza che il suo corpo riserva.
Alle sue spalle, Raven si è risollevato - si sta ritirando lentamente, ancora attento ad ogni segno di sconforto - e lui china la testa in avanti, lasciando andare il respiro. Lasciando che la tensione abbandoni i muscoli, nell'attesa che anche il dolore sbiadisca del tutto e che i movimenti si facciano più sciolti.
Più spontanei.
La prima volta che hanno provato una cosa del genere quel momento non era mai arrivato - non c'era stata scioltezza alcuna, né impazienza. Raven si era interrotto subito - incerto, quasi spaventato - e lui non aveva potuto fare altro che respirare sollevato. Prima di rimettere a fuoco la situazione, e di trovarsi perso nell'imbarazzo. E nel disagio strano - per la prima volta, da quando stavano insieme - di non saper cosa fare del proprio corpo.
Adesso, è quasi impossibile ricordarsene, mentre lo sente affondare di nuovo dentro di sé e si spinge indietro a sua volta per farglisi incontro - mentre ascolta il suo respiro affrettato e la tonalità bassissima della sua voce ed è come il silenzio. Irreale. Troppo denso e preciso e incollato alla pelle come fosse sudore - o l'impronta di un'identità che non potrai più cancellare.
Qualcosa che ti definisce.
Parte di te.
Il ritmo stesso della sua storia con Raven sembra modularsi intorno all'intensità con cui i loro corpi si cercano a letto - riflettersi nel sesso così come nella complicità di quando camminano per strada con le spalle che si sfiorano. Quando siedono in un bar guardandosi intorno e parlano piano, o quando litigano. Quando si amano.
Ci sono volte che è dolce in una maniera impalpabile - la provocazione quasi irreale di baci che si sforzano di restare in superficie per dimostrare che non tutto deve per forza precipitare, forse. O forse, che entrambi sono capaci di resistere.
Altre volte invece è solo carne, e fretta, e il segno dei denti sulla spalla. Il piacere esausto disegnato sul suo volto - nella posizione del corpo - e le mille fotografie che testimoniano quel traguardo.
Raven e un braccio gettato di traverso sulla fronte. Il suo nudo completamente accessibile sul letto - il ricordo del suo sapore, un affare privato. E la curva delle labbra accostate agli spigoli del viso. Durezza, e un sorriso sazio.
Altre volte, invece, è soltanto questo. Il suo nome soffiato contro l'orecchio - i capelli umidi sulla nuca, sotto le sue labbra. L'impronta delle sue dita sui fianchi e quel senso completo di pienezza.
Un piacere diverso.
Più fragile, forse. Più spaventosamente profondo.
È anche per questo, probabilmente, che non lo fanno spesso in questo modo. Perché non è soltanto il dolore, a spaventare - non è soltanto il disagio momentaneo e l'indolenzimento. Il pudore.
Ma qualcosa di più viscerale, anche.
Paure che pulsano sotto la pelle.
Una mancanza di equilibrio che neanche il peso del corpo di Raven - il suo braccio allacciato intorno al petto, per rovesciare le posizioni e tirarselo addosso - può davvero stabilizzare.
Chiudendo gli occhi, quando tutto è finito, Jude si lascia voltare sul fianco - appoggia la testa contro la sua spalla. Respira.
E pensa che sono passati dieci anni, ma certe cose sembrano ancora identiche a quando erano entrambi adolescenti. Il piacere di sentirsi vicini - di potersi vivere usando tutti i sensi - e l'impressione che siano solo quei momenti, a schermarli dal resto del mondo e mantenerli vivi.
La paura che lo schermo possa rompersi. L'incantesimo spezzarsi.
Come se ci fosse ancora il rischio che suo padre torni a casa troppo presto ed entri in camera senza bussare e li trovi insieme a letto, tra lenzuola aggrovigliate.
Come se tutto questo non fosse già successo da anni, e lui con suo padre ormai neanche più ci parlasse. Come se la porta non fosse rimasta socchiusa tutto il tempo comunque.
A testimoniare che non c'è più niente da nascondere.
Niente di cui doversi preoccupare.
"Jude."
Strusciando la guancia contro la spalla dell'amico, lui annuisce. "Hm?"
E lo sente sorridere. Cambiare posizione - sporgersi a spegnere la luce.
"Mettiti a dormire," mormora poi Raven, tornando a sprofondare nel letto al suo fianco. "E niente paranoie."
"Non mi sto facendo paranoie," borbotta lui, senza sollevare la testa. "Ma grazie del consiglio."
"Di niente." Pausa.
L'immobilità del silenzio - di un languore che non si concede ancora la possibilità di un completo cedimento.
Poi, in un buio che sembra già meno caldo: "Se ci fosse qualche problema me ne parleresti, vero?"
E la sensazione disarmante è di trovarsi senza risposte, per una volta. Senza rassicurazioni - né verità né menzogne.
Nessuna parola che possa mettere ordine.
Nessuna certezza.
Prendendo un respiro profondo, Jude si sforza di sorridere. Di riaprire gli occhi e cercare il viso del compagno nell'oscurità - indovinare la curva delle sue labbra. L'espressione levigata, priva di sospetti e di tensioni.
"Sicuro, Raven," mormora a sua volta, in un tono di voce troppo basso perché possa svelare qualche sfumatura. "Se ci fosse qualche problema."
E quando si sporge a baciarlo sulla bocca - quando sente la sua mano scivolare tra i capelli e il sapore languido della sua stanchezza - pensa che forse non ha neanche mentito del tutto, con quella promessa.






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Date: 2010-05-03 07:35 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Aspettavo questo capitolo più o meno da quando ho capito che Jude lo amo ^____^
Non mi ha deluso, tranquille ;)!
Sono stordita, ecco.
E Jude mi ha ricordato un sacco Keith. Ma verranno le parole per spiegarlo - credo domani però, devo metabolizzare, come sempre. Altrimenti deliro e basta.

Date: 2010-05-04 01:33 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Cercando di arrivare con un pò più di tempestività, in questo capitolo...
Punto prima: sono *felicissima* che ti sia piaciuto - ci tenevo che continuassi ad amare Jude in quel modo.^^
Punto secondo: come ti dicevo ieri, sono curiosissima di sapere quali sono i collegamenti che ti hanno fatto pensare a Keith. Una mezza idea ce l'ho - o meglio, ne ho trovato qualcuno anche io, forse - ma preferisco aspettare di vedere cosa hai pensato tu.^^
Kiss^^

Date: 2010-05-04 03:16 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Okay.
Iniziamo dal mio strambo paragone.
All'inizio, quando Jude regola la luce, cerca di razionalizzare lo spazio in modo da poterlo comprendere, in modo da non essere destabilizzato dai colori di Raven, mi ha ricordato Keith proprio per questo motivo. Il suo estremo bisogno di tenere tutto sotto controllo, prima di parlare e di agire. E Jude che man mano crolla e che si mostra profondamente insicuro, troppo impegnato a *legarlo a sé per lasciarsi toccare*. Insomma è Keith che però ha indossato un'armatura fatta di vetro che un po' lo protegge ma non nasconde ciò che prova sul serio.
E poi, nonostante ogni tentativo di razionalizzare, ha perso il controllo finendo per fare l'amore con Raven.
Era pesante, il capitolo. Pesante di tutti i loro silenzi, pesante della tensione di Jude, pesante di quell'oscura presenza fra di loro.
Tutti i nodi vengono al pettine, verrebbe da dire.
Ne abbiamo già parlato da qualche parte, credo sul forum, quando Roh ha scritto che in effetti un po' sul loro rapporto inizialmente si è *sorvolato*, creando delle crepe e dei non detti che sono come vuoti fra di loro. Come le bolle d'aria nei vasi all'apparenza perfettamente levigati, ecco.
E chissà se per Raven quello di Jude sarebbe un vero tradimento? Credo che la cosa che farebbe più male, per assurdo, è che Raven se ne uscisse con un qualcosa che richiamasse al loro concetto di coppia aperta.
Devo essere sincera, mi aspettavo che già qui iniziassero un po' a *confrontarsi* sull'argomento.
Ma forse Jude ha paura di perdere Raven in qualche modo. Paura che esprimere - anche se indirettamente - il desiderio di volerlo solo per sé, significhi in qualche modo limitare la libertà di Raven e vederselo sfuggire dalle dita.
Mi sa che prima di essere felici sul serio, ne dovranno affrontare di difficoltà, le hanno davvero rimandate troppo a lungo e questo non significa che prima o poi non dovranno farci i conti.

La lemon è una delle più belle che abbia mai letto, delicata e intensa. Venderei l'anima per descriverle così *____*
PS Roh, tu che punti di contatto avevi trovato fra Keith e Jude?

Date: 2010-05-04 03:19 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Dimenticavo anche il fatto che il costante bisogno di Jude di fotografare le cose, vederle attraverso carta è forse segno di quanto un po' sia insicuro, di quanto abbia paura di non reggere il confronto con qualcosa di *vero* che si muove davanti a lui.
Un po' come se davanti ad una foto fosse più facile parlare, ecco.

Date: 2010-05-16 10:26 am (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
In realtà, io avevo già scritto praticamente tutta la risposta questo tuo commento, Aika. Più o meno dieci minuti dopo che tu l'avevi postato, credo - stavo aspettando, l'ho letto subito, ho subito scritto. E poi, prima di postare, per *sbaglio* ho cancellato tutto.
Mi sono quasi messa a piangere. *rolling-eyes* Ed ero talmente irritata che ho deciso fosse meglio rimandare, prima di provare a riscrivere. *rolling-eyes*
Ecco. Ho rimandato un pò tanto, sembra.^^
Ma vabbè. *rolling-eyes* Ormai credo che neanche ci farete più caso...

Comunque.
Penso che tu abbia ragione, quando dici che anche Jude ha bisogno di razionalizzare in qualche modo quel che gli succede. Ed è verissimo che in questo somiglia molto a Keith - nel tentativo di trovare qualcosa che abbracci la realtà troppo grande che sta loro davanti. Credo che la differenza essenziale stia nello strumento che usano per superare queste paure. Perché è indice anche delle diversissime sensibilità.
Per Keith, David - o chi per lui - è un terremoto che minaccia di ucciderlo. Che fa paura e basta, soprattutto - perché non è assolutamente *capace* di lasciarsi andare, e la resa va contro il suo stesso equilibrio. La sua caratteristica fondamentale.
Jude invece di quegli stessi turbamenti si nutre. Ha *bisogno* di Raven non a dispetto della fatica che fa a stargli dietro, ma proprio per questo. Perché è la sua musa, il suo stimolo - la bellezza che respira.
Credo che se Jude non avesse incontrato Raven a sedici anni, si sarebbe rovinato la vita. Perché la normalità che cerca di inseguire - che immaginava per sé - in lui sarebbe stata una gabbia. Non l'avrebbe protetto, ma semplicemente soffocato.
E credo che avrebbe finito per incontrare Raven comunque, prima o poi. Magari a venticinque anni invece che a quindici. O a trenta. Ma soltanto con lui avrebbe cominciato davvero a vivere - a respirare.
Credo comunque che le somiglianze che avevo trovato io fossero simili a quelle indicate da te.^^ Penso che si tratti soprattutto del bisogno di quotidianità - perché entrambi hanno un'immagine del futuro molto 'Mulino bianco' per certi versi. E nessuno dei due l'ha ancora lasciata andare del tutto. (Nonostante i dieci anni di Jude con Raven: e sta cosa sta cominciando ad emergere proprio adesso.)

E chissà se per Raven quello di Jude sarebbe un vero tradimento? Credo che la cosa che farebbe più male, per assurdo, è che Raven se ne uscisse con un qualcosa che richiamasse al loro concetto di coppia aperta.
Io credo che in realtà il loro problema sia un altro.
Nel senso. Con Dee non si tratterebbe comunque di tradimento, per nessuno dei due, perché ci sono in mezzo entrambi. È come se stessero scivolando tutti e tre, e nessuno viene lasciato indietro.
Raven è affascinato da questa cosa. Jude ne è terrorizzato. E penso che il problema di Raven sia che ancora non si è accorto di questo, mentre quello di Jude è che d'improvviso la geometria della sua vita sta diventando *troppo* surreale. E non è pronto ad affrontarla.
Dee ci finirà nel mezzo, ma in realtà credo che lo scontro sarà tra di loro.
E sarà un po' una lotta con i propri fantasmi, in realtà. Penso.
(Dio. *rolling-eyes* Forse ho spoilerato mezza trama... *rolling-eyes*)

La lemon è una delle più belle che abbia mai letto, delicata e intensa. Venderei l'anima per descriverle così *____*
Grazie.^^
Io sono *negata* per scrivere cose fisiche, quindi di solito cerco di camuffare sta mancanza con riflessioni e pov e che altro.^^ Sono felice che l'effetto complessivo ti sia piaciuto.^^
Io mi sentivo un pò spersa, mentre andavo avanti. *rolling-eyes*
(Non aiuta il fatto che Jude abbia cambiato idea mille volte su *cosa* voleva da Raven. *rolling-eyes* Chiaramente. *rolling-eyes*)

Kiss^^
(E scusa il ritardo... *rolling-eyes*)

Date: 2010-05-16 10:46 am (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
(Dio. *rolling-eyes* Forse ho spoilerato mezza trama... *rolling-eyes*)

Amo gli spoiler, ormai dovresti saperlo :D
E questo spoiler lo aspettavo. Nel senso. Credo sia normale che fra loro prima o poi i nodi vengano al pettine. Jude si è lasciato scivolare per molto tempo 'sta storia e per il tipo che lo scontro sia inevitabile. E anzi. Non ricordo se l'ho già detto da qualche parte, il fatto che stavolta abbia *risolto* col sesso, tacendo ancora, non sia stata granché positiva.

Mi ricorda me, che non so mai affrontare i problemi u.ù

Date: 2010-05-03 07:50 pm (UTC)
From: [identity profile] sheiran.livejournal.com
Non posso fare a meno di sospirare.
Il rapporto tra Jude e Raven è davvero "mistico" e assurdo in un certo senso. A volte non capisco se Raven si accorga di quante paranoie, pensieri e/o preoccupazioni passino nella mente di Jude. Sembra davvero... lontano.
Lontano in un mondo suo e basta (che poi, lo adoro anche per questo e va beh xD)
Sinceramente questo capitolo mi ha lasciato un non-so-che di strano... diciamo, che l'incertezza di Jude me la sono sentita addosso, sulla pelle. Brave geniE U_U9

Sono impaziente di sapere che cosa faranno Raven e Jude circa il "caso Dylan" xD

Sorry, ma non riesco ancora a scrivere qualcosa d'intelligente. Poca caffeina/teina ù.ù
Comunque, ripeto bravittime <3

Date: 2010-05-04 02:14 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Il rapporto tra Jude e Raven è davvero "mistico" e assurdo in un certo senso.
^____^
Raven non sapeva di star firmando la sua condanna a morte, il giorno che ha intavolato quella discussione sul misticismo con Dee.^^
(Anche se, in effetti, è davvero un aggettivo che calza a pennello per quel che lo riguarda...^^)

A volte non capisco se Raven si accorga di quante paranoie, pensieri e/o preoccupazioni passino nella mente di Jude. Sembra davvero... lontano.
In realtà Raven si è accorto che Jude ha paranoie. Se ne accorge quasi sempre. Solo, ecco. Da una parte lo irrita che Jude possa farsi di certi pensieri, perchè a lui sembra *evidente* che non c'è ragione alcuna di preoccuparsi e non riesce a capire per quale ragione dopo dieci anni l'altro non sia ancora riuscito a crederci sul serio.
Dall'altra, è comunque molto rispettoso dei tempi. Non è tipo da forzare una confessione - nel senso, quando alla fine gli ha chiesto "Se ci fosse qualche problema me ne parleresti, vero?" intendeva dire proprio questo. "Se c'è qualche problema serio al di fuori delle idiozie che ti passavano per la testa a diciott'anni, dimmelo. Se stai zitto non si potrà mai risolvere niente." *rolling-eyes*
Il fatto che Jude non parli è affare suo. E ha abbastanza fiducia in lui da pensare che sa cosa sta facendo. E da lasciarlo fare.
Dovrà ricredersi molto presto, temo. *rolling-eyes* Ma questa è solo una vaga sensazione.^^

Sinceramente questo capitolo mi ha lasciato un non-so-che di strano... diciamo, che l'incertezza di Jude me la sono sentita addosso, sulla pelle.
^____^
Ne sono felice.^^ Ci tenevo che il capitolo avesse un certo impatto, su chi leggeva - io anche l'ho sentito moltissimo. Ed è strano, perchè in realtà io empatizzo molto di più con Raven, in tutto questo. Nel senso, nella mia ottica è Jude che sbaglia, a farsi paranoie. Ma allo stesso tempo lo sento tantissimo, appunto.
Proprio nelle sue debolezze. Nei contrasti.
Sono felice che anche per voi sia così.^^

Un bacione, e grazie del commento!^^

Date: 2010-05-04 10:29 am (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Raven.
Non mi ricordo neanche se l'ho mai commentato.
Se mi è capitato di dire qualcosa su di lui.
Lo trovo complicato. ^^
Trovo difficile esprimerlo attraverso le mie di parole.
Sarà perché lo amo particolarmente. ^^
Credo di essere riuscita a definire cosa è essenzialmente per me, quando, qualche sera fa tentavo di incoraggiare San a non farsi paranoie e ad aprire il suo meritato fanclub. ^^
" Lo sai cosa vuoi dire di Raven, quando passa il mondo sembra modularsi sui suoi movimenti, aderire alle sue regole, che i suoi occhi catturano la luce come può farlo solo il nero. Che l'aria vibra quando ti respira vicino, che potresti chiudere gli occhi e non avere paura.
Lo sai cosa vuoi dire di Raven, devi solo farlo. "

Credo che non sarei capace di aggiungere altro. ^^
Lo amo totalmente. ^^
E lui e Jude insieme sono meravigliosi.
Incastri perfetti.
Anime gemelle. ^^
Credo sia uno dei capitoli dove, la loro complicità passa oltre gli sguardi che sono come parole, si vede in come si toccano o si lasciano toccare.
Si vede davvero quanto Raven sembri stare lì solo per quello che desideri tu, nel modo in cui lo fai.
Ed è sconvolgente e perfetto da un lato, frustrante dall'altro, perché Jude ha ragione i suoi desideri si perdono confusi tra quelli che vuole realizzare per l'altro.

Poi è quasi strano che Raven non veda quanto Jude, sotto la corazza perfetta, nasconda delle crepe rimaneggiate.
Rattoppate.
Forse perché sa che se ci fosse un problema, non ci sarebbe motivo per non parlarne.
E fa effetto anche l'ombra di Dee tra i due.
Credo che lo faccia qualsiasi cosa che scivoli tra l'uno e l'altro.
Anche se credo che nessuno come Dee saprebbe prenderli entrambi.
Fa comunque un po' paura, come ne fa a Jude.
E Jude, credo sia intensamente coraggio.
Amore. Grano che segue il vento.
Si è lasciato prendere, insegnare ogni cosa, ha seguito le sue tracce e ha cacciato indietro tutto il resto.
E allora sembra facile cedere all'idea che ogni cosa sia merito del'altro, una conseguenza dell'aderirgli addosso.
Sempre un po' di più.
Dove l'appartenenza non è davvero nel sesso perché il sesso non appartiene a nessuno.
L'appartenenza scorre su altre vie.
E a volte il bisogno di sentirla è l'unica cosa che conta.
Dovranno affrontare i loro problemi.
E sarà ancora crescere.
Avrà lo stesso sapore dei 15 anni e quelli dopo, forse.
Ma saprà scrivere addosso cose nuove.
E nulla.
Questo capitolo mi ha lasciato solo un'immagine attaccata addosso.
Un enorme campo di grano dorato e la notte a colarli inchiostro addosso, a tatuare la terra. Ad abbandonare il cielo.

P.S.
Io giuro che ci ho provato a farlo meno lungo. T.T
Scusate.
Grazie per lo splendido capitolo. ^____^
Ora attendo un chicano, si spera senza cimici al seguito. XD

Date: 2010-05-04 02:31 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Lo trovo complicato. ^^
Trovo difficile esprimerlo attraverso le mie di parole.
Sarà perché lo amo particolarmente. ^^

Anche per me è uno dei personaggi più complessi, comunque.
Cioè, è strano. Perché adoro Raven e Jude, eppure mi viene da parlare di ognuno di loro facendoli parlare dell’altro. Mi sono innamorata di Jude guardandolo con gli occhi di Raven, e riesco a parlare di Raven soltanto attraverso le parole degli altri. Soprattutto quelle di Jude.
È difficile invece scrivere pov suoi. Mi mettono sempre un po’ in crisi, perché è come se non sapessi centrarli. Come se non riuscissi a dare il senso di tutto quel che lui abbraccia in un singolo momento, e appiattissi quindi tutto. Per esempio, parlare di Dee è difficilissimo. Perché *so* cosa sente, cosa prova, ma non riesco a metterlo in parole. Non senza trasformare tutto in qualcosa di poco intenso. Mi fa una rabbia… *rolling-eyes*

" Lo sai cosa vuoi dire di Raven, quando passa il mondo sembra modularsi sui suoi movimenti, aderire alle sue regole, che i suoi occhi catturano la luce come può farlo solo il nero. Che l'aria vibra quando ti respira vicino, che potresti chiudere gli occhi e non avere paura.
Lo sai cosa vuoi dire di Raven, devi solo farlo. "

^_______^
Ste, ti amo. È una delle definizioni più *belle* e perfette che ho letto, di lui, e credo che davvero *non ci sia* da aggiungere altro.
Spero che riuscirete a farlo, quel fanclub. Jude mi stressa praticamente da quando si è aperto il forum *rolling-eyes* e boh. Non capisco perché Sammael si faccia paranoie.^^ Proprio lui, sarebbe perfetto.^^


Si vede davvero quanto Raven sembri stare lì solo per quello che desideri tu, nel modo in cui lo fai.
^____^
È esattamente quel che sento io. Quel che sente Jude, nei momenti più importanti. Quelli in bilico. Ed è bellissimo e frustrante davvero, perché è come uno specchio continuo. Perso dentro un labirinto.
(Credo che anche Raven ci si perda dentro, in realtà. E penso che Jude gli serva anche per questo. Perché è come se dentro di lui, nelle sue foto, trovasse il riflesso originale. Se stesso.)

Date: 2010-05-04 02:31 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Poi è quasi strano che Raven non veda quanto Jude, sotto la corazza perfetta, nasconda delle crepe rimaneggiate.
Rattoppate.

Ci pensavo proprio questa mattina, a questo. Al fatto che non so se Raven non se ne accorge o se non vuole accorgersene – se è perché gli sembra impossibile o perché gli fa rabbia che Jude si permetta di dubitare. Se forse è soltanto perché pretende troppo, da Jude, come pretende troppo da se stesso.
Ma mi ha fatto venire in mente una cosa che mi raccontava mia madre: quando mia sorella è nata, io avevo venti mesi. Ed ecco, ero ancora piccolina. *rolling-eyes* Ma se facevo i capricci o mi mettevo a piangere, lei mi guardava e mi diceva di smetterla, che ormai ero grande. E quando me lo raccontava diceva che a ripensarci le sembra incredibile, perché ero piccolissima, eppure mettendomi a confronto con mia sorella tutto questo non si notava. E pretendeva che mi comportassi di conseguenza.
Ecco. Non so se ha senso, come esempio, ma penso che Raven nei confronti di Jude abbia un atteggiamento simile. Un simile livello di *amore*. Perché la fiducia che ha in lui è tanta da fargli dimenticare che anche Jude ha le sue debolezze – da fargli pensare che la sua forza sia abbastanza grande da superarle, se solo si impegna.
Come se il resto del mondo potesse piangere – ne avesse il diritto. Perché non sa, è piccolo. E lui deve aiutarlo.
Jude, invece, deve essere più forte. Perché ne ha le potenzialità. E perché in fondo Raven stesso ha bisogno che lo sia.
*rolling-eyes*
Cioè, che poi mi rendo conto che è assurdo. Ma li sento così. E non so. Credo di amarlo anche per questo, Raven. Per questa severità che mostra verso tutte le persone che più ama.


E fa effetto anche l'ombra di Dee tra i due.
Credo che lo faccia qualsiasi cosa che scivoli tra l'uno e l'altro.
Anche se credo che nessuno come Dee saprebbe prenderli entrambi.

Credo anche io. E credo che anche Raven lo sappia – che l’abbia sentito da subito.
Come l’ha intuito da subito Jude. Che proprio per questo è terrorizzato. *rolling-eyes*

E Jude, credo sia intensamente coraggio.
Amore. Grano che segue il vento.

^_____^
Ste, le tue definizioni sono sempre così belle da commuovere.^^ E questa per Jude è perfetta, davvero.
Da conservare.

Come il finale.

Questo capitolo mi ha lasciato solo un'immagine attaccata addosso.
Un enorme campo di grano dorato e la notte a colarli inchiostro addosso, a tatuare la terra. Ad abbandonare il cielo.

Non credo di avere parole per commentarlo.
E non so se tu ti rendi conto davvero, pienamente, di quanto sia *perfetta* quell’immagine per descrivere loro due. La scelta dei termini. Dei colori.
Il grano e la notte che scende a *tatuarlo*.
Ad abbandonare il cielo.

Grazie. Ti adoro.^^

Date: 2010-05-04 11:28 am (UTC)
From: [identity profile] aramquaquartet.livejournal.com
*cofcof*
Salve, qui parla Vivi, metà di Gabree sul forum
Approdo qui su lj premettendo che sono totalmente incapace di scrivere commenti ç_ç
La mia reazione quando roh ci ha detto che il prossimo capitolo sarebbe stato su Jude e Raven è stata qualcosa tipo *squeeew<3*, poi mi sono attaccata al braccio della mia metà (XD) e ho ripetuto come un mantra 'juderavenjuderavenjuderaven' @___@
Si intuisce quanto li ami, no?
Mi intriga soprattutto la testa di Jude, come funziona, come reagisce a tutta questa situazione e forse fino ad ora era stato dato poco spazio a quelle che sono le sue emozioni più pure, quindi questa full-immersion nel suo mondo mi ha piacevolmente destabilizzata. Tutto ciò che prova è tangibile sotto le dita, descritto così bene, e la sensazione che ho avuto è stata morbidezza. Sul serio, ho trovato tutto così morbido nonostante le cose non dette e il disagio sullo sfondo
Ma io non ragiono quando ci sono loro due, ecco XD
Ho seriamente amato tutto di questo capitolo<3

[avvertimento: fine del commento serio]
Se davvero Raven non ha intenzione di sposare un uomo così mi impegno in prima persona ad andare a cercare Jude, convincerlo che è etero e che io sono la donna della sua vita. Dopo di ciò, siete tutti invitati al nostro matrimonio XD

Date: 2010-05-04 01:08 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Non cominciamo U__U Semmai, semmai, sarò IO a sposare Jude ^___^

Date: 2010-05-04 03:51 pm (UTC)
From: [identity profile] aramquaquartet.livejournal.com
nono, ad un certo punto della mia vita ho deciso di voler sposare un fotografo.
Poi ho iniziato a leggere la Rosa e ho capito che era un segno del destino<3 (XD)

Date: 2010-05-04 03:54 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Sì, ma Jude e Mike sono già miei ^__^

Date: 2010-05-04 03:56 pm (UTC)
From: [identity profile] aramquaquartet.livejournal.com
Possiamo sempre discuterne e sistemare le cose in armonia *sorriso smagliante*
Del tipo, tu ti tieni Mike tutto il tempo (perchè tanto io SONO già abbastanza Mike XD) e Jude una settimana al mese, il resto è mio.
Mi sembra una proposta equa u_u

Date: 2010-05-04 03:58 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
nonono, spiacente ^__^
Non ho la visione dell'amore *aperto* di Raven ^__^

*tiene Jude tutto per sé*

Date: 2010-05-04 06:51 pm (UTC)
From: [identity profile] aramquaquartet.livejournal.com
Ma solo io sento una maledizione mistica gravare sulle nostre teste? XDD

Date: 2010-05-04 02:44 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ciao Vivi!^^
Sono felicissima che tu abbia deciso di commentare.^^
E sono *estasiata* dal fatto che Jude&Raven piacciano così tanto anche a te - inizio a sorridere sognante ogni volta che qualcuno dice una cosa del genere.^^

Mi intriga soprattutto la testa di Jude, come funziona, come reagisce a tutta questa situazione e forse fino ad ora era stato dato poco spazio a quelle che sono le sue emozioni più pure, quindi questa full-immersion nel suo mondo mi ha piacevolmente destabilizzata.
^___^
Sono felice che la full-immersion ti sia piaciuta.^^ In realtà Jude è un personaggio che ho cominciato a sentire davvero *tridimensionale* abbastanza di recente - o meglio, che abbastanza di recente è davvero passato nella schiera di quelli che amo a prescindere. Prima era più che altro legato all'ombra di Raven, ora invece è proprio una persona a se stante. E spero di riuscire a sviluppare la sua personalità nella direzione che abbiamo in programma, perchè potrebbe essere davvero interessante.^^
Il fatto che tu l'abbia trovato 'morbido', comunque, non mi stupisce.^^ Credo che Jude abbia qualcosa di molto... 'morbido', appunto^^, nel suo modo di vedere le cose. Di sentirle. Lo immagino comunque sempre calato in un'atmosfera vagamente ovattata - con luci calde, comunque. Che accarezzano e un po' sfumano. Anche nelle sue fotografie è così, credo.

Ma io non ragiono quando ci sono loro due, ecco XD
Ho seriamente amato tutto di questo capitolo<3

^___^
Non hai idea di quanto la cosa mi renda felice, davvero.^^

PS - Per quel che riguarda il matrimonio con Jude... Raven dice NO. *rolling-eyes*
Lui è libero di fare quel che vuole, ok, ma gli sembra che i voti matrimoniali siano proprio un po' troppo, ecco. *rolling-eyes*
Spiacente. *rolling-eyes*

Date: 2010-05-04 03:49 pm (UTC)
From: [identity profile] aramquaquartet.livejournal.com
Iniziamo dalle cose serie, ovvero il matrimonio (XD)
Se proprio vuole Raven, posso sposare anche lui, ecco XD
Tanto ci sono abituata alle nozze multiple, sarebbero le.. *conta* quinte nozze per me X°°D
E poi, suvvia, è impensabile Jude senza Raven, sappiamo tutti che il vero cognome di Raven non è "Seymore" ma "eJude" XD
Quindi mi sacrificherò!

"Lo immagino comunque sempre calato in un'atmosfera vagamente ovattata - con luci calde, comunque. Che accarezzano e un po' sfumano. Anche nelle sue fotografie è così, credo."
E' esattamente la sensazione che sento anche io
E darei qualunque cosa per vedere le sue foto (no, non per vedere Raven nudo. Non iniziamo a pensare male, eh XD)

Date: 2010-05-04 01:38 pm (UTC)
From: [identity profile] pure-l0ve.livejournal.com
Questo capitolo è *amore*.
Mi ha lasciato anche una strana 'smania', addosso. La stessa sensazione che mi lasciano i capitoli di Chris e Ash, insieme, ancora oggi, quando li rileggo.
Credo che non riuscirò mai ad abituarmi alle dinamiche della Rosa xD Il fatto è che è poco prevedibile, questa storia. Le cose che sembrano più sicure, più scontate... non succedono. È una cosa abbastanza particolare, ecco.
Perchè, effettivamente, leggendo di Raven e Jude io posso solo pensare che questi due *debbano* finire insieme. Invece il loro futuro è diverso, e, in qualche modo, anche migliore. Ed è strano, ecco. Le percezioni sono leggermente distorte, ecco. Credo, almeno. O sono io che tendo a capire male. *rolls*
Comunque non credo mi abituerò mai all'idea che Jude e Raven non siano destinati ad essere una coppia vera. Da una parte è anche stupido perchè infondo credo siano proprio loro la coppia più *vera* della Rosa in generale, quella fondata sull'amore e basta. Una coppia dove si parla di *anime* legate, attrazione a parte, sensualità a parte. Carne e sangue mescolati. Respiri. Elementi quasi impercettibili, astratti, che li tengono insieme.
Però. Però c'è da mettere in conto che ora è arrivato Dee. Che sono destinati entrambi ad *altri*. Ed ecco, questo mi destabilizza un po'.
Anche perchè l'intensità che raggiungono questi due insieme è qualcosa di poco comune. Qualcosa che davverodavvero pizzica la pelle e scioglie il sangue. Sono *troppo* belli. E io li amo, seriamente. Soprattutto insieme.
Quando si lasciano scivolare l'uno dentro l'altro.

Raven ha intensità spaventose, sembra che l'universo collassi dentro di lui, a volte. È quasi spaventoso. Jude invece sembra un soffio di vento primaverile, venuto a spazzare la polvere da occhi troppo neri. A schiarire il cielo. E sono così *perfetti* da fare quasi male.
Dee è una presenza un po' inquietante, somiglia un po' ad Ash, adesso. Non so bene *perchè*, è una cosa che percepisco a pelle. Ha assunto sfumature più scure, più ombrose, pur mantenendo la sua leggerezza.

La situazione è spinosa e interessante, insomma. Voi siete sempre meravigliosee vi amo sempre di più.^^

Baci e abbracci.


P.S.
Dunque, vorrei scusarmi per il commento assente nei due precedenti capitoli. Solo che, prima c'erano Ash e Dee e *non sapevo* che diavolo scrivere. E poi Keith e David che mi hanno shakerato la giornata. E il tempo è sempre poco. Mi dispiace. Sappiate solo che li ho amati profondamente entrambi. Come sempre.

P.P.S.
Non ho riletto il commento, quindi scusate le oscenità.

Date: 2010-05-04 02:55 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ciao Lils!^^
Innanzitutto, non scusarti assolutamente per i mancati commenti: io anche sono terribilmente in ritardo con le *risposte*, quindi davvero capisco ogni ostacolo. Nessun problema.^^
Mi fa solo piacere sapere che hai apprezzato lo stesso.^^ È questo l'importante.^^

Questo capitolo è *amore*.
Mi ha lasciato anche una strana 'smania', addosso. La stessa sensazione che mi lasciano i capitoli di Chris e Ash, insieme, ancora oggi, quando li rileggo.

^____^
Anche per me scriverlo è stato qualcosa del genere. Molto intenso. Sono felice che tu l'abbia amato tanto.^^

Comunque non credo mi abituerò mai all'idea che Jude e Raven non siano destinati ad essere una coppia vera. Da una parte è anche stupido perchè infondo credo siano proprio loro la coppia più *vera* della Rosa in generale, quella fondata sull'amore e basta. Una coppia dove si parla di *anime* legate, attrazione a parte, sensualità a parte. Carne e sangue mescolati. Respiri. Elementi quasi impercettibili, astratti, che li tengono insieme.
Però. Però c'è da mettere in conto che ora è arrivato Dee. Che sono destinati entrambi ad *altri*. Ed ecco, questo mi destabilizza un po'.

In realtà, quando abbiamo iniziato a scrivere di loro l’idea era appunto quella: che entrambi fossero destinati a qualcun altro, e che il loro rapporto fosse comunque troppo forte per risentire di cose che avrebbero spezzato altri. Eravamo sicure che non ci sarebbero stati problemi, e che loro avrebbero continuato ad amarsi, sì, anche se un certo tipo d’amore sarebbe nato con altri.
Però, ecco. Mentre scrivevamo, mi sono accorta che le cose non potevano andare così.
Fata in realtà se n’è accorta prima di me, ma io ci ho messo un po’ per cominciare a darle retta. Non volevo crederci.
E invece davvero, è impossibile che si separino. Sono fatti per stare insieme – hanno bisogno di stare insieme. E spero che riusciranno a risolvere tutto. A capirlo davvero, e a capirsi.
Dee è un fattore che complica il quadro, sicuramente, ma in realtà credo che riusciremo a creare un equilibrio comunque. Non sarà facile e non sarà immediato, ma penso che sia questo il loro destino. Perché è quello che vogliono tutti e tre, in fondo.
Devono solo accettarlo.
*rolling-eyes*
E trovare il coraggio.

Raven ha intensità spaventose, sembra che l'universo collassi dentro di lui, a volte. È quasi spaventoso. Jude invece sembra un soffio di vento primaverile, venuto a spazzare la polvere da occhi troppo neri. A schiarire il cielo. E sono così *perfetti* da fare quasi male.
^___^
Vero.^^ Sono descrizioni stupende e perfette, che rendono benissimo *loro*. Che li ritraggono davvero.
Come è vero anche che Dee ha assunto tonalità diverse, negli occhi di Jude almeno. Credo che sia perché Jude ne sente molto l’impatto destabilizzante, che invece di solito finora gli altri personaggi tendevano a vedere in Ash.
Non so quanto sia *vero*, tutto questo. Quanto sia solo una sua percezione.
Credo che lo scopriremo anche noi proseguendo.^^
Per ora, sono solo felicissima di sapere che stai continuando ad amare la storia, e gli intrecci, e tutto. Non hai idea di quanto sia importante, per noi.^^
Un bacio.^^ A presto.^^

Date: 2010-05-04 06:35 pm (UTC)
From: (Anonymous)
Sono Elf ^^
Il capitolo l'ho letto a amato ieri sera, andando poi a letto tipo ubriaca. Jude e Raven mi fanno 'sto effetto. Se commento solo adesso, è perché ieri non sarei riuscita a scrivere nulla di coerente. Ho dovuto aspettare di riconquistare la giusta prospettiva, e cioè uscire dal punto di vista di Jude. Le sue preoccupazioni avevano messo non poca ansia anche a me, che lasciata a me stessa piazzerei happy ending ovunque.
Il capitolo, comunque, mi ha chiarito alcune cose sul loro rapporto, così diverso da quello delle altre coppie della Rosa. Per queste ci si chiede quale sarà il loro destino, chi e come finiranno insieme. Jude e Raven, invece, sono *già insieme*. E lo sono in un modo meraviglioso. E credo (ora che sono di nuovo lucida) che questo non cambierà.
Però devo dire che avevo sottovalutato quanto Jude fosse effettivamente rimasto ferito. E forse in qualche modo è riuscito a nasconderlo anche a Raven. Ad esempio, riguardo alla libertà tra loro avevo capito solo che anche lui ci si ritrovava e la condivideva. Non avevo messo in conto cosa poteva voler dire invece adeguarsi alla libertà quasi spaventosa di Raven, alla sua totale mancanza di gelosia. E in quest'ultimo caso non credo che possa aver frainteso Jude, perché non fatico a trovarci corrispondenza nel carattere di Raven. Mi ha stupito, invece, che Jude dica (verso l'inizio, mi sembra) che stando con l'altro non ha punti fermi. E non so, credo sia perché Raven al contrario mi aveva sempre ispirato sicurezza ed equilibrio...
Comunque, paranoie o non paranoie, credo di non aver mai sentito Jude come in questo capitolo. Il modo in cui vive il rapporto con Raven, come dicevo, ma anche con la fotografia. Mi ha commossa percepire i tentativi quasi disperati di tendere le mani verso le cose che gli passano accanto, per fermarle. O provare almeno a trattenerle sulla pellicola.
A questo punto, mi piacerebbe capire meglio il punto di vista di Raven e i suoi desideri, che lui riesce a nascondere così bene plasmandosi su quelli degli altri.
Mmh...Non ho detto una parola su Dee =_=" Diciamo che per il momento spero che riescano a raggiungere un equilibrio, senza lasciare male nessuno. *quella che ha bisogno degli happy ending*
Sì, mi pare che ho rotto abbastanza per stavolta.
Aspetto il ritorno di un certo chicano, e prima o poi io Marzolina vi renderemo partecipi dei filmini sul Messico che ci siamo fatte (leggasi posteranno altre robe demenziali ^__^")
Grazie per il capitolo ^^ Un bacio ^^

Date: 2010-05-22 08:01 pm (UTC)
From: [identity profile] december-crime.livejournal.com
Ciao Elf.^^ Sembra che finalmente mi riesca di rispondere anche a te – non hai idea di quanto mi dispiaccia arrivare così in ritardo ma in sto periodo dev’esserci qualche maledizione che succhia il tempo, non è possible. Scusa.
Comunque. Sono felicissima che il capitolo ti sia piaciuto – era la prima volta che cercavo di scrivere una specie di lemon, ed era un capitolo importante per capire Raven&Jude, ed ecco. Ero un po’ nervosa.^^ Il fatto che vi sia piaciuto così tanto è stato davvero un enorme sollievo.^^

Le sue preoccupazioni avevano messo non poca ansia anche a me, che lasciata a me stessa piazzerei happy ending ovunque.
Ti capisco.^^ Io sono credo biologicamente incapace di scrivere qualcosa senza happy-ending – ancora non riesco a credere di aver *ucciso* il fratello di Raven, perché a meno di trasformare la Rosa in una specie di fantasy strano è davvero difficile rimediare a quello. *rolling-eyes* Per il resto, ti assicuro che faremo tutto il possibile per risolvere per il meglio tutti i casini che andremo a creare: non riuscirei a vivere tranquilla, altrimenti.^^

Jude e Raven, invece, sono *già insieme*. E lo sono in un modo meraviglioso. E credo (ora che sono di nuovo lucida) che questo non cambierà.
Credo anche io. Nella scorsa versione in realtà non restavano insieme – Jude finiva con Theo, Raven con Dee, e finivano per essere solo molto molto amici e basta. Ma boh. Non funzionava. Cioè, Raven e Jude si sono costruiti l’uno sull’altro, hanno *bisogno* della presenza dell’altro per essere in equilibrio. E non una presenza neutrale, fraterna. L’aspetto fisico è fondamentale, per loro: non credo che riuscirebbero a lasciarselo alle spalle senza perdersi del tutto. E sono sicurissima che non si perderanno, perché vorrebbe dire perdere anche se stessi.^^
Però, è indubbio che non sia tutto così semplice. Perché Jude ha vissuto davvero con difficoltà certe cose, come si nota qui, e anche perché non ha ancora del tutto accettato di vivere una vita diversa da quella che i suoi genitori (e anche lui stesso) immaginavano per lui.
Dovrà venire a patti con questo, credo. E capire che è una ricchezza l’essere uscito dalla strada tracciata.

Ad esempio, riguardo alla libertà tra loro avevo capito solo che anche lui ci si ritrovava e la condivideva. Non avevo messo in conto cosa poteva voler dire invece adeguarsi alla libertà quasi spaventosa di Raven, alla sua totale mancanza di gelosia.
Io penso che Jude condivida in realtà questo modo di vivere e pensare. Nel senso, non è una persona particolarmente gelosa o possessiva – soprattutto, non lo è *ora*. Ma penso che a diciott’anni fosse diverso – che non sia stato facile crescere, accettare. Perché era un salto nel vuoto. Raven non l’ha preso per mano, non in questo: non gli ha insegnato passo a passo cosa fare. Si è messo a correre trascinandoselo dietro, e lui ha dovuto arrancare. Ci ha messo un po’ di tempo a capire come fare a non inciampare, ecco.^^
E adesso, con Dee, in realtà il problema è ancora un altro. Molto più legato a *Jude* stesso che a Raven, o alla gelosia.

Date: 2010-05-22 08:01 pm (UTC)
From: [identity profile] december-crime.livejournal.com
E non so, credo sia perché Raven al contrario mi aveva sempre ispirato sicurezza ed equilibrio...
Io penso che Raven ti dia equilibrio finchè non ti fai coinvolgere troppo. Se lasci che sia lui a guidarti, se ti limiti a lasciarti sfiorare, va benissimo. E lui è perfetto. Ma se provi ad avvicinarti – a relazionarti davvero con lui, su un livello profondo – se insomma lui smette di proteggerti e si fa vedere per quello che è davvero, credo che sia destabilizzante. Molto. Proprio perché è così complesso e affascinante.^^
Penso che Jude ami proprio questo di lui, più che tutto.

A questo punto, mi piacerebbe capire meglio il punto di vista di Raven e i suoi desideri, che lui riesce a nascondere così bene plasmandosi su quelli degli altri.
Penso che nel futuro ci saranno molte occasioni di capire come vive lui tutto questo.^^ Ho in programma di esplorare abbastanza a fondo il suo vissuto.^^
(Oltre che metterlo in situazioni che faranno emergere per forza certe cose. *rolling-eyes*)

Per concludere, comunque, sono felicissima anche che tu abbia sentito Jude, in questo capitolo. È un personaggio molto complicato, nonostante tutto, e boh. Ho voglia di conoscerlo meglio anche io.^^ E di farlo vedere a voi.^^

Grazie del commento.^^ E scusa ancora il ritardo. *rolling-eyes*


Date: 2010-05-04 08:26 pm (UTC)
From: [identity profile] st-em.livejournal.com
(Premessa: me un sacco addormentata... Scusate...)

Jude e Raven sono bellissimi. Da soli, e insieme.
La mia reazione alla fine: "no ti prego Jude non nascondere le cose, poi va tutto in casino e succedono cose brutte!" Idiozia sovrana. ^^

Angolo Puntiglieria (che sta iniziando a diventare più consistente dei miei commenti... Scusatemi...):
- Un minimo movimento e tutte le carte verrebbero calate in tavola - faccia scoperto, punteggi bene in vista. Scoperta?
- Quello di quanto sono soli e c'è quella penombra densa intorno a loro, a rendere ancora più immobile l'aria. A confondere i ricordi con il presente, e a sfumare i desideri. Queste malefiche occlusive dentali… ^__^ (Già che siamo su questa frase… Manca lo spazio all’inizio, dopo il punto di quella prima ^^.)
- Lentamente, lui percorrere il suo corpo con lo sguardo - partendo dal basso, si concentra sulle pieghe del jeans in corrispondenza delle ginocchia. La stoffa più tesa in prossimità dei fianchi - i bottoni e la cerniera. Percorre?
- Per farle scivolare verso il basso, oltre ? rilievo della cintura. … Il?
- E sente la stretta delle mano che gli teneva il fianco destro rilassarsi - il palmo scorrere verso l'alto, sfiorargli il petto. Il volto. Della ^^.

Grazie, un abbraccio ^^.

Date: 2010-05-22 08:05 pm (UTC)
From: [identity profile] december-crime.livejournal.com
Ritardo vergognoso, Ste. Scusa.
Vediamo se riesco a evitare il solito papiro.^^
Prima di tutto: grazie.^^ (Giusto per non smentirsi mai. *rolling-eyes*)
Gli errori credo di averli corretti tutti appena l'ho letto - qualche settimana fa *rolling-eyes* - ma a scanso d'equivoci appena finisco qui ricontrollo: grazie come sempre della betatura sul momento.^^ (Il giorno che pubblicheremo un capitolo senza typos o sviste faremo festa^^)

Jude e Raven sono bellissimi. Da soli, e insieme.
^_____^
Anche secondo me.^^ Li amo.^^

La mia reazione alla fine: "no ti prego Jude non nascondere le cose, poi va tutto in casino e succedono cose brutte!" Idiozia sovrana. ^^
Sì, non è stato il suo momento più brillante. *rolling-eyes*
Ma a sua discolpa posso dirti che il casino grosso probabilmente scoppierà quando si deciderà a *parlare*, invece, quindi forse non aveva tutti i torti a cercare di far passare la cosa sotto silenzio.^^
(*rolling-eyes*)

Felicissima che ti sia piaciuto, comunque.
Mi sembra impossibile di averti finalmente risposto. *rolling-eyes*
Un bacio^^

Date: 2010-05-09 02:30 pm (UTC)
From: [identity profile] marie991.livejournal.com
Se solo l’avessi letto prima l’avrei sicuramente inserito tra i miei capitoli preferiti. Per cominciare mi scuso del ritardo, ho riletto CD ultimamente e poi c’è sempre quella maledetta matematica di mezzo. Sarà stato uno dei capitoli che ho letto più in fretta questo, comunque, l’ho completamente divorato. Mia sorella dice che sembravo impossessata. A fine lettura, dopo aver ispirato ed espirato per ben un quarto d’ora, riacquistando la facoltà di parola, le detto di essere stata ammaliata.
Sono passati un bel paio di mesi ormai, il mio cerchio, che abbracciava inizialmente quattro o cinque personaggi, si è esteso notevolmente. E Jude per me è una scoperta, o più che altro, un qualcosa di conosciuto ma mai vissuto. E qui, qui è tutt’altro. Non ho solo vissuto e sentito Jude in maniera violenta. L’ho amato. Come ho amato Dee mentre si stendeva sul letto a fianco Chris e Ash in Piume, o mentre, in bagno con la nausea, pregava il fratello di tornare a letto con una voce che non riconosceva essere la sua.
Emozioni così con Jude finora non ne avevo mai provate.
E non sono emozioni banali.
Perché la parala amore, sottintesa in tutto il capitolo, mi faceva… Mi ha fatto, venire le lacrime agli occhi.
Jude e Raven, lo sapete, li ho sempre *percepiti* come un tutt’uno.
Ma mai *sentiti*.
E *sentirli* mi ha fatto tremare le mani. Mi ha fatto accelerare i battiti. Mi ha fatto innamorare di loro, del loro amarsi così profondamente.
Me ne pento tantissimo di non aver letto prima il capitolo, perché avrei tanto voluto metterlo tra i preferiti.
E’ un qualcosa di eccezionale. Non so come facciate, a creare cose del genere.
Perché non è più questione di bravura, che fino a qui è assodato. E’ di più. Per me è anche di più di poesia, che è quanto di più intenso e emozionante ci possa essere a mio parere.
Io davvero… *Non lo so*.
Ad ogni respiro, ad ogni passo, ad ogni contatto di Jude e Raven fremevo.
E’ stato come viverli, l’ho detto.
Jude è meraviglioso, anche se, come in Drenched, non si tratta più di un personaggio di per se. E’ amore. L’amore che provano è meraviglioso e di più.
La gelosia poi, io qualcosa avevo intuito. Cioè, ero sicura che in Jude ci fosse, solo un spicchio magari. Come ero sicura dell’assenza totale in Raven.
Il desiderio di Jude di sentirlo suo (come se non sapesse che Raven *suo* c’è nato ^^).
E quello di tenerlo saldo, stabile. Non credo neanche di averlo capito questo ma è ugualmente bellissimo. Ero sicura che Raven fosse uno dei personaggi più stabili ecco, Jude di più ovvio, ma…
Comunque Dee fra loro continuo a vedercelo benissimo. Forse può sembrare incoerenza, dopo non aver fatto altro che ripetere quanto siano uniti, ma è una cosa che non riuscirei a spiegare.
Non solo per egoismo, se così si può definire. Insomma non è solo per la certezza che Dee con loro sia in buone mani. E’ anche perché so che non rovinerebbe mai l’amore che c’è tra Jude e Raven. Né lo attenuerebbe. So che Jude in questo capitolo pensa tutt’altro, magari Raven mi sostiene ^^. Cercherebbero solo di tenersi ben saldi a vicenda, almeno credo, spero.
L’ha detto anche Jude no?
<< Se ci fosse qualche problema >>. Peccato non sembrasse molto convinto, voi che dite? XD
Beh concludo che si è fatto tardissimo. E’ stato perfetto e dolcissimo. Ho amato *davvero* ogni singola lettera. Siete meravigliose, lo so che ve lo ripeto sempre ma oggi di più ^^. E vi do anche la buonanotte dato che sono le due ^^, notte notte ^__^.
Maria
(Cancellato per sbaglio e ripostato -_-)

Date: 2010-05-29 05:51 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ok, Hope.
Neanche mi scuso – non avrebbe senso. Solo, mi dispiace tantissimo, perché ho amato il tuo commento e avrei voluto risponderti subito, ma sono state davvero un paio di settimane assurde dal punto di vista scolastico. E anche prima non andava benissimo. *rolling-eyes*

Sono felicissima che Jude sia stato una scoperta, negli ultimi capitoli: credo di averlo già detto, ma per me è stata una cosa simile scriverlo. Per molto tempo l’ho sentito soltanto in relazione a Raven o quasi – l’ho amato perché Raven lo amava, e perché lui amava Raven e mi permetteva di sentirlo. Poi, di colpo, abbiamo deciso di smettere di legarlo a trame già decise – di non imporgli una separazione che bloccava i suoi movimenti – e ho finalmente cominciato a viverlo davvero. Sentendo anche le sue contraddizioni e i suoi difetti e le fragilità.
La relazione che ha con Raven è cambiata di conseguenza. Si è fatta molto più complicata, e profonda. E sono *felicissima* di tutto questo, e spero che riuscirò ad esplorarla come voglio nei capitoli che seguiranno.^^

Perché la parala amore, sottintesa in tutto il capitolo, mi faceva… Mi ha fatto, venire le lacrime agli occhi.
Jude e Raven, lo sapete, li ho sempre *percepiti* come un tutt’uno.
Ma mai *sentiti*.

^_____^
Sono felice che tu li abbia sentiti qui.^^
Avevo bisogno di una scena che raffigurasse loro due soli – che fissasse un po’ i punti della situazione in cui si trovano ora, a questa sorta di crocevia, per capire cosa sente Jude. Cosa prova. Perché i sentimenti di Raven sono molto più semplici, in un certo senso – molto più *limpidi*, e sicuri. Jude invece è una fiammella che trema. E cerca di seguire Raven, ma non ne ha la stessa forza. E ha paura che non l’avrà mai. Eppure lo ama lo stesso – forse proprio per questo.
Non so. Sono affascinata da queste sue contraddizioni. Lo trovo un personaggio complicatissimo, e davvero non immaginavo che fosse così quando ho iniziato a scriverlo. Sono soddisfazioni.^^

E’ un qualcosa di eccezionale. Non so come facciate, a creare cose del genere.
Perché non è più questione di bravura, che fino a qui è assodato. E’ di più. Per me è anche di più di poesia, che è quanto di più intenso e emozionante ci possa essere a mio parere.

È una delle cose più belle che ci abbiano detto. Grazie.
Io a questo capitolo tenevo tantissimo, sia per l’importanza che ha, sia perché è la prima volta che cerco di scrivere una ‘lemon’ e ci tenevo che si sentisse l’intensità, in qualche modo. Diciamo che puntavo su quello perché di scrivere i dettagli non se ne parlava, ecco.^^
Sono felice di aver raggiunto lo scopo.^^

La gelosia poi, io qualcosa avevo intuito. Cioè, ero sicura che in Jude ci fosse, solo un spicchio magari. Come ero sicura dell’assenza totale in Raven.
^___________^
Sì, infatti.^^
Credo che Jude sia stato *educato* ad essere geloso, ed è un po’ un imprinting difficile da scrollarsi di dosso. Mentre Raven non ha di questi problemi, almeno da questo lato.
La gelosia di Raven può esistere, ma è diversa. Nel senso, lui può essere geloso se qualcuno ha qualcosa che a lui manca. Se Jude non fosse innamorato di lui e stesse con un altro, e lui fosse costretto ad avere solo una parte del suo tempo – quella meno importante – sarebbe geloso. Lo è stato, quando non c’era ancora nulla di sicuro tra loro. Ma dal momento che *sa* che non c’è ragione di essere geloso, non è geloso. Appunto. *rolling-eyes* (Nel suo misticismo, è anche molto razionale.^^)

Date: 2010-05-29 05:52 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com

Il desiderio di Jude di sentirlo suo (come se non sapesse che Raven *suo* c’è nato ^^).
E quello di tenerlo saldo, stabile. Non credo neanche di averlo capito questo ma è ugualmente bellissimo. Ero sicura che Raven fosse uno dei personaggi più stabili ecco, Jude di più ovvio, ma…

Credo che Jude si illuda che nel momento in cui Raven diventasse stabile, potrebbe sentirlo suo davvero. Padroneggiarlo. Ridurlo a termini comprensibili, ecco.
E per stabilità non penso che intenda dire mancanza di equilibrio. Ma piuttosto… Non so. Un espandersi continuo. Un continuo crescere, maturare, pensare. Correre in avanti.
È una cosa che fa girare la testa, ed è una cosa che è *Raven* più di tutto il resto. Lo è sempre stato. Anzi, credo che Jude in questo caso sia davvero riuscito a rallentarlo, quando si sono conosciuti.^^
Ma penso che si senta sempre sull’orlo di un baratro, ecco. Come se da un momento all’altro Raven potesse accelerare e lui essere costretto a perderlo.

Comunque Dee fra loro continuo a vedercelo benissimo. Forse può sembrare incoerenza, dopo non aver fatto altro che ripetere quanto siano uniti, ma è una cosa che non riuscirei a spiegare.
^______^
Anche io ce lo vedo.^^ E anche Fata&Dee.^^
E anche Raven.^^
E anche Jude, in fondo. *rolling-eyes* È proprio questa la cosa che lo terrorizza. *rolling-eyes*
(Vedrai, quanto riuscirà ad essere idiota. *rolling-eyes*)


Ne riparleremo in quel momento, credo.^^
Ci sarà molto da dire.^^
Un bacione, e grazie ancora. E scusa.
(Avevo promesso di non dirlo, ma non mi sono potuta trattenere. *rolling-eyes* Sam contagia. *rolling-eyes*)

Date: 2010-06-19 10:37 pm (UTC)
From: [identity profile] selene94.livejournal.com
Sinceramente penso che a furia di sonno arretrato diventerò stupida. L'insonnia è la cosa peggiore del mondo, ma ringrazio che esista la Rosa così posso perdermi per un po' in un mondo non mio finchè non crollo davanti al pc.
Mezzanotte e un quarto. Relativamente presto. Ora decisamente poco adatta per leggere qualcosa che parli di silenzio e luci languide e mancate confessioni. Si, decisamente questa cosa che sto scrivendo sarà la prova del fatto che sono cotta a puntino e che sarebbe ora di dormire.
Deliri a parte, sto apprezzando profondamente Raven e Jude, il loro modo di amarsi profondamente e di sembrare complementari come se fossero luci e ombre della stessa figura.
Poi Raven è soprannaturale, altro che mistico, è avvolto dal mistero e dall'atmosfera, trasuda fascino e compestezza eppure è denso di una pesante carica erotica.
Jude è complicato e incasinato, molto coinvolto e sconvolto da Dee, attratto dalla figura di Raven come una falena dalla luce fin quasi alla muta venerazione. Capisco come riesca ad accostare la venerazione all'amore, si tende sempre a creare anche addosso all'amante perfetto una cortina di idealizzazione (questa frase ha senso o sto delirando di nuovo?).
Sbaglio o Jude è terrorizzato da Dylan e da quello che potrebbe succedere se sia lui che Raven si legassero al ragazzino in questione? Immaginarli insieme tutti e tre in una stanza è disarmante. Immaginare i contrasti fra i colori e i corpi è strano.
L'atmosfera del capitolo è un po' soffocante, densa di cose non dette. Spero che le cose che Jude sta tacendo a Raven non compromettano il loro rapporto perchè di loro vedo soprattutto l'amore completo e totale di un'amicizia che è anche un rapporto più completo, ma che prima di tutto è dolcezza e prendersi cura l'uno dell'altro (analogia con Sam/David?).
Adesso che sono in ansia e in paranoia perchè Jude mi ha messo l'angoscia tenterò di dormire, ma non ci spero tropppo. Sarebbe troppo bello recuperare tutto quello che non ho dormito in questa settimana. Notte. Baci. Selene.

Date: 2010-06-20 08:46 am (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Guarda, mi sa che siamo in due a non riuscire a dormire...
Io sono praticamente al livello di zombie, in questo periodo...
Il bello è che quasi sono più riposata quando non dormo che quando dormo - che non ti dico la quantità di incubi che riesco a farmi!!!
Boh.
Stamattina giuro che mi veniva da piangere, da quanto mi sento stanca...
Comunque^^: grazie del commento^^, forse era Roh la più adatta a risponderti ma sono arrivata prima io!^^

Poi Raven è soprannaturale, altro che mistico, è avvolto dal mistero e dall'atmosfera, trasuda fascino e compestezza eppure è denso di una pesante carica erotica.
Sì, è un pò la stessa sensazione che Raven dà anche a me!^^
E' forse il personaggio di Roh del quale riesco a percepire con più chiarezza la carica erotica - praticamente tutti i miei personaggi ne sono piuttosto coscienti. Eccetto David, naturalmente.
Ma David è un caso disperato, ecco. *rolls* Non fa media, lui!^^
Però, per dirti: ieri ho beccato di nuovo Carlos che osservava con sospetta attenzione i fianchi di Raven... *rolls* E non è la prima volta, eh!^^
Per non parlare di Dylan.
Che Dylan davvero subisce l'impatto erotico di Raven in maniera quasi devastante - è come se ogni volta venisse travolto da una potentissima scarica elettrica. O da un tornado.^^ E' pazzesco!^^
Comunque Raven ha di per sè un carisma notevole, credo. E' proprio una sua caratteristica peculiare.

Jude è complicato e incasinato, molto coinvolto e sconvolto da Dee, attratto dalla figura di Raven come una falena dalla luce fin quasi alla muta venerazione.
Jude è sicuramente abbastanza confuso, sì.
Ed ha un modo di vivere l'attrazione decisamente diverso da quello di Raven - molto più caotico ed emozionale.
Io lo adoro!^^
E credo lo adori anche Dylan, perchè mentre la sicurezza apparentemente granitica di Raven lo manda in crisi, con Jude invece ha la sensazione di aver tutto sotto controllo.
Dylan è abituato a questo genere di rapporti: è abituato a gestire la seduzione, a provocare, a mandare gli altri in crisi. Con Jude può mettere in atto comportamenti sperimentati e consolidati senza paura di inciampare.
Raven sembra nato per smontare ogni sua maschera, invece.
*rolls*
E Dylan è ancora troppo fragile per non avere il terrore di restare a volto scoperto. Raven lo spaventa almeno quanto lo attrae.
Con Jude è tutto più semplice, invece. Più leggero e giocoso.
Naturalmente, essendo Dee un Rosemberg, non ha la minima idea del casino che sta combinando... *rolls*

Sbaglio o Jude è terrorizzato da Dylan e da quello che potrebbe succedere se sia lui che Raven si legassero al ragazzino in questione?
Sì, Jude ha molta paura.
Sarebbe nato per viversi un bel rapporto normale, lui.
Uno di quei rapporti in cui hai un compagno fedele e una vita tranquilla - niente roba strana, niente complicazioni.
Gli è toccato Raven, invece. E già quello è stato abbastanza destabilizzante - ha dovuto impegnarsi molto per accordarsi a lui.
Adesso che arriva Dylan, poi, è come se sentisse la minaccia di una catastrofe paurosa che gli alita sul collo... *rolls*
Anche perchè lui è il primo, a sentirsi attratto da Dee.
E questo è un gran casino, dal suo punto di vista.
Vedrai cosa non sarà capace di combinare... *rolls*

(analogia con Sam/David?).
No, direi di no.
Samuel e David hanno un rapporto del tutto diverso, molto più *malato*. Molto più fragile.
Il loro è un braccio di ferro infinito - direi che più che prendersi cura dell'altro, ognuno si preoccupa essenzialmente di prendersi cura di se stesso. *rolls*
Jude e Raven sono decisamente più limpidi, da questo punto di vista. Hanno anche loro i loro problemi ma ecco, tutto è molto più salutare.^^
Anche perchè sono diversi loro.
Sam e David sono l'apoteosi dell'egocentrismo, ecco.^^
L'attenzione per l'altro passa sempre e unicamente attraverso quella per se stessi... *rolls*
Spero che tu sia riuscita a dormire, alla fine!^^
Un bacio, e grazie per il commento!

Date: 2011-04-17 02:10 pm (UTC)
From: [identity profile] kaite-7.livejournal.com
Juuude *_________*
Amore mio.
Direi che questo capitolo lo abbia messo completamente a nudo.
A nudo nel più profondo dell’anima, penso.
Quindi ora ci si può ragionare anche meglio.
Si possono tracciare contorni più definiti persino tra i tre.

Ho letto questo capitolo con ansia.
Perché scendevo e volevo troppo sapere se lo dicesse o no.
Se parlasse di Dee.
Ed è stato un po’ un colpo la parte finale. Perché nascondere qualcosa è un fatto, mentire un altro [diciamo che io non sono dell’idea che tacere è come dire una bugia].
La cosa che mi terrorizza un po’, è che ho l’impressione che Raven non abbia sentore di nulla.
Che questi movimenti con Dylan, le paure di Jude non le abbia messo a fuoco. Che probabilmente ha intuito ci fosse qualcosa, ma non Cosa né la sua importanza.

Jude mi pare troppo legato a Raven. Io non credo ci possano essere vie di mezzo nel loro rapporto. Penso che se si smuoverà, tutto questo equilibrio, sarà impossibile da ritrovare. E già si sta movendo.
Che una volta assaggiato il terrore della perdita, l’ossessione in questo, le scelte possano essere addirittura esasperate. Senza più compromessi con paure e gelosia.
Ed è stato doloroso questo capitolo.
In alcune cose Jude mi ha ricordato Bj, nel modo in cui il dolore si stempera in tenerezza, in gesti dolci. [poi per il resto non trovo nessuna attinenza]
Ed è anche vero che affezionandomi sempre di più Jude, dando una visione personale alle sue sensazioni, non posso che ritrovarmi ad odiare Raven.
Davvero non so se voglio sapere come andrà avanti questo triangolo.
O forse il problema è che Dylan e Raven ce li vedo a loro agio in una situazione a tre.
E penso che Jude sarebbe capace di accettarlo.
Ma credo che si farebbe ancora più male, che dovrebbe accettare ancora più compromessi.
E spero sinceramente che questo non avvenga.

Voglio proteggere Jude dall’estinzione é_è

Diciamo che in questo caso sono combattuta tra un vogliosaperevogliosaperespoileratemitutto e un noooononvogliosaperenonvogiosapere*tappandosileorecchie*.

Devo trovare un compromesso, sì. Jude insegnami.

Date: 2011-04-17 07:52 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Juuude *_________*
Amore mio.

^____^ Sono felicissima anche io che ti stia piacendo così tanto.^^

Ed è stato un po’ un colpo la parte finale. Perché nascondere qualcosa è un fatto, mentire un altro [diciamo che io non sono dell’idea che tacere è come dire una bugia].
Io credo che ci siano gradi diversi anche nel tacere. Nel senso, un conto è se taci un problema perché pensi che sia una cosa che devi gestire tu e non vuoi dargli troppo peso e farlo diventare una cosa troppo grossa. Secondo me questo ha senso. Ma tacere quando poi quel problema sai che te lo porterai avanti, e lo ingigantirai, e che finirai per rinfacciarlo alla persona in questione, è diverso. Ed è quello che fa Jude qui, essenzialmente.
(Che poi io in questa faccenda sono quasi del tutto dalla parte di Raven, quindi credo di vederla da una determinata prospettiva.^^ Ma vabbè. *rolling-eyes*)

La cosa che mi terrorizza un po’, è che ho l’impressione che Raven non abbia sentore di nulla.
Raven ha una grande, grande, direi anche eccessiva *fiducia* in Jude. Cioè, è davvero convinto che quel che c’è tra di loro sia sufficiente a parare tutti i colpi, e che Jude saprà come gestirsi meglio le cose.
Si è accorto che qualcosa non funziona, ma non è il tipo che ti costringe a parlarne. E no, non ha idea di quale sia il problema – ma è scusato, credo, dal fatto che Jude stesso ha la idee molto confuse in merito. *rolling-eyes*
Quindi sì, Raven ha decisamente sottovalutato il problema. E credo che se lo rimprovererà per lungo tempo, in futuro. *rolling-eyes*

Jude mi pare troppo legato a Raven. Io non credo ci possano essere vie di mezzo nel loro rapporto. Penso che se si smuoverà, tutto questo equilibrio, sarà impossibile da ritrovare. E già si sta movendo.
Io credo che il loro rapporto in realtà sia abbastanza solido da reggere anche tutto questo. Non sarà semplicissimo, anche perché si metteranno di mezzo dei fattori esterni, ma sono praticamente l’unica coppia che sono sicura non ci creeranno problemi, a lungo andare. Qualunque sia la geometria finale.^^

Ed è anche vero che affezionandomi sempre di più Jude, dando una visione personale alle sue sensazioni, non posso che ritrovarmi ad odiare Raven.
^____^ Non puoi odiare Raven, dai!!!^^ Addirittura Jude, quando litigano, passa il tempo a sbranare chiunque parli male di lui!^^
No, a parte tutto Raven è sicuramente una persona difficilissima da gestire, ma Jude ha tutte le potenzialità di farlo. E Jude di suo sinceramente non durerebbe molto in una relazione normale, temo. *rolling-eyes* Sicuramente si bilanciano bene. Jude ha il solo problema di dimenticarsene, ogni tanto. *rolling-eyes*

O forse il problema è che Dylan e Raven ce li vedo a loro agio in una situazione a tre.
E penso che Jude sarebbe capace di accettarlo.
Ma credo che si farebbe ancora più male, che dovrebbe accettare ancora più compromessi.
E spero sinceramente che questo non avvenga.

Io sono davvero convinta della possibilità che quel triangolo funzioni. Dee e Raven, appunto, si trovano già a loro agio con l’idea stessa – Jude si trova a disagio per il fatto che non vuole ammettere che gli piace tantissimo. *rolling-eyes* Ed essendo questa anche la ragione per cui ha aspettato due anni prima di ammettere di essere attratto da Raven, tendo a non darle un peso molto definitivo, ecco. *rolling-eyes*

Diciamo che in questo caso sono combattuta tra un vogliosaperevogliosaperespoileratemitutto e un noooononvogliosaperenonvogiosapere*tappandosileorecchie*.
^____^
Spero di non aver spoilerato nulla di troppo dannoso.^^

Kiss^^
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