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David e Keith - Collasso gravitazionale






Non era mai capitato che David si ritrovasse a fare un percorso in auto nel silenzio più assoluto. Neanche durante le liti con Megan - neppure con Samuel.
Nemmeno quando guida da solo - che comunque l'autoradio è sempre accesa. Sempre settata sul volume massimo.
Keith è stato una novità anche in questo senso.
E se all'inizio era venuto naturale rivolgergli qualche domanda - cercare di coinvolgerlo in uno scambio, o semplicemente offrirgli una battuta - non ha impiegato troppo tempo prima di rendersi conto che sarebbe bastato invece esacerbare quel silenzio per rendere il gioco ancora più intrigante.
Quando ha allungato il braccio per spegnere l'autoradio - quando ha smesso di parlare - Keith ha smesso a sua volta di rispondere. Ha smesso di tendere i muscoli delle spalle ad ogni domanda per stabilizzarsi su una tensione più omogenea - schiena perfettamente dritta. Sguardo ancorato fuori dei vetri dell'auto - il profilo nascosto in ombra. Le mani affondate fra le ginocchia.
David è sicuro che sarebbe bastato respirare appena più profondamente, per vederlo sussultare. È stato anche tentato di farlo davvero, in certi momenti.
Magari schiarirsi la voce d'improvviso - o chiamarlo per nome. Spostare direttamente la mano dalla leva del cambio alla sua coscia, con la naturalezza dei gesti più subdoli.
È rimasto immobile, invece, limitandosi a spiare la tensione del ragazzino con la coda dell'occhio. Con il gomito agganciato al finestrino - il sorriso sulle labbra.
Ha sempre avuto una sorta di etica personale, in certe cose.
Bruciare quell'erotismo troppo in fretta sarebbe stato un delitto - momenti del genere vanno assaporati lentamente.
Come il whisky.
Adesso - in piedi sotto i lampadari di cristallo, nel salone immenso della galleria d'arte contemporanea - inclina appena la testa di fronte al gigantesco dipinto che troneggia all'entrata e lascia che lo sguardo spazi lentamente sulle pennellate morbide del corpo ritratto.
Sulle curve dei muscoli. Delle spalle.
Al suo fianco, Keith sta fissando la firma dell'autore - invece.
Da almeno un quarto d'ora.
E lui lo sapeva, che sarebbe andata così: che l'imbarazzo del ragazzino sarebbe stato il vero spettacolo - la vera opera d'arte. E che l'artista sarebbe stato lui, alla fine.
Lui che calibra i gesti per strappare alla sua compostezza quasi eroica tracce sottili di un disagio che si fa ad ogni minuto più eccitante. Lui che morde i sorrisi fra i denti.
Che si sposta senza fretta verso il dipinto successivo.
Niente viene lasciato al caso.
E se probabilmente Keith sta silenziosamente pregando che quella tortura finisca il più in fretta possibile, David si prende al contrario tutto il tempo necessario per permettere all'imbarazzo del ragazzino di minare il suo autocontrollo.
Per riuscire a logorargli i nervi.
È il gioco più eccitante che gli sia mai capitato di sostenere.
"Oh, vedi…" mormora, assorto, fermandosi di fronte al quadro successivo. "Questo è interessante. Molto…"
Si tratta di un dipinto in acrilico, stavolta - le dimensioni della tela sono appena più contenute dell'altro.
Ma c'è un'erezione mastodontica, in primo piano.
Neanche un corpo. Niente.
Solo un colossale pene eretto che svetta verso l'alto in un groviglio di vene e sudore.
E lui è costretto a mordersi con forza l'interno del labbro, per non scoppiare a ridere.
Per non gettare la maschera troppo in fretta.
L'arte moderna gli è sempre sembrata una stronzata gigantesca - i profondi significati che Megan riesce a vederci dentro, deliri da sindrome premestruale.
Ma quello supera di gran lunga anche il più surreale degli artisti di sua moglie.
Non ricorda di aver mai visto niente di più idiota in tutta quanta la sua vita.
Niente di più ridicolo.
Incrociando le braccia sul petto, prende ad accarezzarsi il mento col le dita.
"Non trovi anche tu che il divino attributo maschile sia qui raffigurato in tutta la sua epica e voluttuosa potenza?" domanda a Keith, osservandolo con la coda dell'occhio. "Anelante metafora di una pregnanza fisica che si aderge spasmodica sulla cosmica dissoluzione…"
"Non…"
"Non iperbole esageratamente enunciata, ne convengo," annuisce. "Ma proprio per questo lungi dallo stereotipo del mero espediente d'avanguardia, non credi?" domanda ancora.
E il ragazzino deglutisce, senza osare un solo movimento. Senza sollevare la testa, neanche. Nascosto dai capelli, si bagna le labbra.
"Non mi intendo molto di arte," si limita a rispondere. Piano.
"Hm…" commenta allora lui - gli occhi fissi sul dipinto. "Qualcuno sostiene che l'arte moderna vada essenzialmente sentita, più che compresa."
Si volta verso Keith, quindi.
Guardandolo dall'alto, solleva un sopracciglio.
"Questo significa forse che non riesci a…"
Pausa.
"Sentirlo?" termina, trattenendo il sorriso. "Che non stai lasciando penetrare dentro di te l'organismo pittorico?"
Scrolla la testa, quindi. Aggirando con calma il ragazzino, si ferma alle sue spalle.
"Beh. Ma è un vero peccato…" sussurra, chinandosi a parlargli nell'orecchio. "Perché si tratta di un soggetto notevole, sai? Un autentico veicolo di orgasmica illuminazione…"
Gli sta venendo da ridere.
Eppure c'è anche un lato fin troppo serio, in quella sua commedia dell'assurdo, perché è innegabile che l'eccitazione stia battendo nelle tempie. Che il sangue pulsi contro le pareti delle arterie ad una velocità folle. Insensata. E che non si tratti solo di sesso - il sesso brucia più in fretta, generalmente. Scivola addosso.
Il disagio di Keith, al contrario, è come brace mai spenta. Basta un soffio a ravvivarla - un respiro più profondo. Aria calda.
Che avvolge l'orecchio.
Può sentirla chiaramente sulla pelle, la tensione del suo corpo - può sentire il turbamento e la rigidità di ogni muscolo.
Il calore che brucia le guance. Il respiro.
"Però, Keith…" bisbiglia piano, avvicinando ulteriormente le labbra. "Non puoi negare che un qualche effetto stia iniziando a fartelo, no?"
In realtà sta scegliendo il momento, ed è come tenere il mondo del palmo della mano.
Aspettare l'istante giusto per lanciarlo nel vuoto - tendere l'arco per scoccare la freccia.
Esaltante.
Deve esser nato per plasmarsi intorno alle forme del suo piacere, quel ragazzino.
Il corpo, ma non solo.
Anche la mente.
Ogni singolo istante di vita che ha vissuto - ogni esperienza che lo ha toccato. Che lo ha reso la persona che è adesso.
Semplicemente, Keith gli appartiene.
E la stretta delle dita non può che avere la fermezza di un'autorità rivendicata, quando David improvvisamente gli chiude la destra sul fianco.
"O magari il quadro non c'entra niente…" continua, sentendolo sussultare. "Magari non è l'arte moderna a farti questo effetto, Keith."
Sorride, lasciando che il silenzio si allarghi.
Lasciando che la tensione cresca. E cresca ancora.
Che diventi insostenibile.
"Magari sono io…" soffia infine.
Ed è un elastico che si spezza - il sibilo del tempo che scatta in avanti.
Prima ancora che la vertigine restituisca respiro Keith è già sgusciato fuori dalla sua presa - ha attraversato il salone. Ha imboccato il corridoio d'uscita, senza voltarsi.
E lui ha chiuso gli occhi, perché per un attimo l'adrenalina sembra aver polverizzato il cervello. Disseccato le vene.
Ormai non è più neanche un gioco - le emozioni sono troppo forti per non allertare il senso del pericolo. Per non volerne ancora. Ancora di più.
Sa che sarebbe più saggio lasciar perdere tutto - non è così ingenuo da sottovalutare a tal punto le proprie reazioni.
Eppure l'istante successivo sta già aggiustando il nodo della cravatta, sta già guardandosi intorno. Con calma, sta raggiungendo l'uscita.
Che non si sarebbe comunque trattato della solita scopata senza conseguenze l'aveva capito da subito, dalla prima volta che quel ragazzino gli è capitato sotto gli occhi. Si tratta unicamente di raccogliere la sfida, adesso. O forse solo di incoscienza.
Non gli importa.
L'aria delle sera è ruvida, contro il viso, e le luci della strada sembrano suggerire velocità folli. In lontananza, Keith è un'ombra nera che scivola lungo il marciapiede.
E viene da domandarsi se non sia consapevole lui per primo che quella fuga non lo porterà da nessuna parte - che si lascerà raggiungere comunque, prima o poi. Non è uno stupido.
Il percorso che ha deciso si rivela sorprendentemente lineare, però, e ai lati della strada si affacciano decine di traverse.
Senza neppure affrettare il passo, David ne imbocca una.
Quando sbuca di nuovo nel viale principale ha già guadagnato almeno una cinquantina di metri sulla corsa del ragazzino, e prima che Keith lo raggiunga trova perfino il tempo per accendersi una sigaretta. Per inspirare qualche boccata di fumo.
Di nuovo, la sorpresa che legge nei suoi occhi ripaga il rischio di qualunque azzardo: per un attimo le pupille diventano enormi - il passo rallenta d'improvviso. Le labbra si schiudono, in un'espressione incredula.
Subito dopo Keith si sposta verso destra, aggirandolo, e lui semplicemente prende a camminargli di fianco. Affonda le mani nelle tasche - gli lancia un'occhiata divertita. E si schiarisce la voce, prima di parlare. Prende un altro tiro dalla sigaretta.
"Hai qualche meta precisa?" domanda infine, come se nulla fosse.
"Casa mia," è la risposta, borbottata.
"Hm."
A labbra socchiuse, David soffia fuori il fumo.
"Ed è lontana, casa tua?" chiede ancora, tranquillamente. "Per regolarmi, sai," aggiunge.
Senza poterlo evitare, tende le labbra in un sorriso.
Gli sembra di sentirlo, Samuel: La tua unica fortuna è che riesci ad essere indecentemente disarmante.
Indecentemente bello, piuttosto, gli risponderebbe.
Quello scambio di battute è quasi vecchio quanto la loro amicizia, e prelude sempre ad una vittoria. È fin troppo facile piegare la resistenza del professore, quando nell'aria c'è quell'elettricità. Basta uno sguardo, a volte. L'inarcarsi di un sopracciglio.
Keith sembra determinato a non dargliela vinta tanto facilmente, invece.
"Senti, David," scandisce, fermandosi. Premendosi le mani sugli occhi. "Lascia perdere, tanto non stava funzionando. Non so cosa ti ha detto Vivian, ma… È inutile che andiamo avanti, okay? Non…"
Un sorriso. "Non?"
"Niente. Non sono come lui," mormora il ragazzino, piano. "E non sono il tuo tipo. Né il tipo da… Mostre. O da altro."
"Posso confessarti un segreto?" domanda allora David, senza badagli.
Getta la cicca sul marciapiede, poi.
Senza fretta, la schiaccia col tacco della scarpa.
"Neppure io sono un tipo da mostre," ridacchia, lanciandogli un'occhiata. "Ma onestamente, ammettilo: i membri ciclopici valevano la pena, perderseli sarebbe stato un peccato!"
Inclinando la testa, gli rivolge uno sguardo complice.
"Com'è che si chiamava, l'artista?"
"Hm."
Silenzio.
Ma David sa di averlo già in pugno - lo capisce dall'allentarsi della tensione sulle sue spalle. "Si chiamava Silk," lo sente rispondere infatti, con un filo di voce. "Silk qualcosa. Credo."
"Qualcosa di giapponese?"
"Forse…"
"Già."
Altro sorriso.
"E questo mi ricorda che in effetti tu ed io avevamo in programma una cena etnica, o mi sbaglio?" domanda quindi, fingendo distrazione. "Peccato…" Un sospiro. "Avremmo potuto orientarci su qualcosa di esotico, magari. Riso al vapore. Sushi."
Si stringe nelle spalle.
"Se solo tu fossi stato il mio tipo…"
Imbarazzato, Keith distoglie lo sguardo.
"Mi spiace di averti rovinato la serata," mormora. "Di solito non sono sempre così tanto isterico, davvero."
"Ed io non sono sempre così tanto idiota, giuro," risponde lui, sollevando le mani. Ma non attende neppure che il ragazzino esprima chiaramente le proprie decisioni - non è quello il momento di lasciargli aperte vie di fuga.
Gli avvolge il braccio intorno ai fianchi, invece, e inizia a camminare con lui nella direzione opposta. Guidandolo verso la macchina. Parlandogli per distrarlo. Per tenergli la mente occupata.
A volte si ha bisogno di qualcuno che accetti l'onere di farle al posto nostro, certe scelte.
E David vorrebbe poter dire che si tratta solo di strategia - che niente lo sta toccando davvero.
Eppure non può evitare di ammettere con se stesso quanto sia incredibilmente appagante sentire che, malgrado l'esitazione, il corpo di Keith si sta lasciando condurre.
Che potrebbe portarlo dove desidera, stasera.
E che sicuramente, entro qualche ora, sarà lui stesso a chiedergli di tenerlo con sé.
I ragazzini sono come pianeti: hanno le loro orbite - le loro nebulose.
Ma lui è il sole, e basta questo.
Vino, ombra. Voce soffusa.
E le leggi gravitazionali, poi, faranno sicuramente il resto.






Quando quella mattina è uscito di casa, Keith non aveva in mente un piano preciso.
Pensava di andare a lezione come tutti i giorni e di studiare un po' nel pomeriggio - magari di vedersi con Vivian un paio d'ore la sera.
L'idea che qualcosa potesse intromettersi nella scansione dei suoi orari non lo sfiorava nemmeno - non è una vita particolarmente segnata dagli imprevisti, la sua.
Anzi.
E forse è anche per questo che camminare al fianco di David, adesso, sembra così strano.
Forse è per questo che le emozioni della serata sono così difficili da classificare - da ridurre a termini concreti, paragonabili agli altri.
Intensità maggiore o minore, frequenza dei battiti. Palpitazioni.
Non ha senso.
Perché la situazione è talmente irreale da rasentare l'assurdo, e non c'è maniera di razionalizzare qualcosa di così irragionevole.
Non c'è modo di spiegarsi. Capire.
Intorno all'avvocato ogni cosa sembra capovolgere il suo senso: i sorrisi si fanno inquietanti - i quadri minacciosi.
E le sue mani hanno una forza che non dovrebbe trovare spazio in tocchi tanto impalpabili - i suoi occhi sono magnetici anche quando lui li fissa altrove. Anche mentre parla con il cameriere o sfoglia le pagine del menù o si versa da bere.
Addirittura il locale in cui hanno cenato era diverso da tutti i ristoranti cinesi in cui Keith è mai stato. Più elegante, più alieno - l'oriente una presenza discreta che pure invadeva gli occhi, che occupava la mente. I cibi avevano sapori delicati e profumi prepotenti - colori nuovi.
E l'avvocato sedeva tranquillo con la giacca appoggiata sullo schienale della sedia.
Aveva le labbra piegate in un sorriso anche mentre mangiava, e gli occhi fissi su di lui attraverso la distanza del tavolo.
Parlava a volte. Voce bassa e intima.
Altre volte masticava soltanto, guardandolo, ed era come soffocare lentamente.
Respiro dopo respiro.
Keith non è abituato a trovarsi al centro di uno scrutinio così intenso.
E invece durante tutta la cena non ha fatto altro che sentirsi addosso i suoi occhi, con l'impressione che anche il resto del locale non facesse altro che guardarli. Insistentemente.
Era colpa di David, con ogni probabilità. Della maniera in cui la luce batteva sui suoi capelli e del magnetismo che irradiava.
O forse era l'effetto che dava vederli accostati - un ragazzino ed un uomo adulto, così diversi da sembrare quasi inconciliabili. Due mondi che si fronteggiavano e cenavano insieme invece di abbattersi.
Senza nessuna spiegazione da offrire a chi li stava studiando. Senza motivazioni che potessero andare oltre la densità scura degli occhi dell'avvocato, o la maniera in cui il tendersi delle sue labbra tendeva i nervi del corpo. I brividi che scivolavano lungo la schiena seguendo il percorso della sua voce.
Keith non saprebbe dire neanche di cos'abbiano parlato.
Tutti i discorsi sembravano sbriciolarsi appena il silenzio tornava a pesare tra loro - come se ogni ragionamento si cancellasse di colpo, lasciando al posto della mente un foglio bianco su cui segnare il tracciato del cuore.
In quei momenti riusciva a concentrarsi soltanto sulla lentezza quasi irreale dei propri respiri - come se fosse necessario uno sforzo di volontà per portare a termine quell'operazione così spontanea. Come se la minima disattenzione rischiasse di bloccare anche quella funzione biologica basilare. Stand by assoluto, nel cervello e nel corpo. E nella gola, anche: corde vocali di pietra.
Soltanto quando David si decideva a distogliere lo sguardo Keith riusciva a tornare padrone delle proprie reazioni.
Ed era inevitabile arrossire, a quel punto - abbassare gli occhi.
Riprendere a cercare vanamente strategie di fuga - a progettare diserzioni - solo per sollevare la testa di scatto non appena l'uomo si decideva a parlare ancora. Ritrovandosi a rispondere al suo sorriso con un sorriso nervoso - a schiarirsi la voce.
Sussurrare qualcosa.
Quando quel pomeriggio era entrato nella sua auto - quando si era chiuso alle spalle la portiera - l'unica speranza era che quell'uscita finisse in fretta. Che l'avvocato lo lasciasse andare indenne.
E quella preghiera aveva continuato a risuonargli nella testa come un mantra per tutta la durata della loro visita alla mostra - mentre l'uomo lo stuzzicava e lui si sentiva morire e anche le provocazioni sembravano morire con lui, frantumandosi ai suoi piedi.
Trasformandosi in spine.
Non saprebbe dire cosa sia cambiato, ora.
Forse semplicemente la vibrazione dell'aria - il sorriso di David che pur restando pericoloso si è fatto man mano più gentile.
Ma quando uscendo dal ristorante il freddo della sera lo colpisce al viso, Keith si scopre a rimpiangere il tempo sprecato a desiderare che i minuti passassero più in fretta. A contarli mentre trascorrevano, guardandoli sfumare.
È come se se ne rendesse conto solo adesso, che le cose forse sarebbero potute andare diversamente - che il finale non era deciso già in principio. E che l'occasione è ormai passata, definitivamente, senza lasciare spazio neanche ai ricordi.
Senza lasciarsi toccare.
Lo scattare della serratura dell'auto sembra suggellare quella consapevolezza: osserva le luci accendersi, i lineamenti dell'avvocato definirsi e pensa che sta finendo lì, quell'incontro strano che Vivian ha orchestrato e in cui lui si è lasciato trascinare malvolentieri, soltanto per tener fede ad una promessa fatta senza pensarci. Forse. O forse, semplicemente perché rifiutare sarebbe stato troppo anche per la sua vigliaccheria.
C'è silenzio, mentre prendono posto in auto.
Un silenzio diverso da quello che aveva fatto loro compagnia durante il viaggio d'andata, e diverso da quello che ha punteggiato la cena: sa già di addio, forse. Un modo come un altro per accomiatarsi dal presente. Con dolcezza.
Spiando con la coda dell'occhio i movimenti di David, Keith lo guarda ruotare le chiavi nel quadro per accendere il motore, allacciarsi la cintura di sicurezza con i gesti pratici di chi guida da una vita. Lo guarda mentre si china sull'autoradio e sintonizza la frequenza su una stazione programmata, ed è come se avesse già imparato i suoi movimenti, quasi. Come se li avesse ormai mappati nella mente - come se avesse il diritto di sentirne già nostalgia.
Per questo forse è quasi una sorpresa quando l'uomo si volta verso di lui, invece di partire. "Le undici," gli comunica, guardandolo fisso negli occhi. Come fa sempre.
Solleva le sopracciglia, poi. Inclina appena la testa.
"Discoteca?"
Quella parola è talmente distante dalla prospettiva in cui Keith si è già inserito da non trovare corrispondenza in nessuno dei concetti che la mente mette a disposizione, in quel momento.
"Discoteca?" ripete, confuso.
Trattenendo il sorriso, David chiude la sinistra sul volante.
"È un posto buio, con la musica altissima e una gran quantità di testosterone nell'aria," spiega, divertito. "In genere, ci si va per ballare."
"Sì, ma lo so cosa..."
Si interrompe, imbarazzato. Distoglie lo sguardo.
Non riesce a capire perché quell'uomo abbia la capacità sovrannaturale di rallentare così i suoi riflessi - di confonderlo in quel modo.
Non è mai stato un tipo particolarmente socievole, ma certi livelli di disadattamento sociale non li toccava da quando aveva cinque anni e doveva parlare con adulti estranei.
Probabilmente, non arrossiva così tanto neanche a quel tempo.
Stringendo le dita a pugno per recuperare un po' di controllo, prende un respiro profondo.
Lancia un'occhiata fuori dal finestrino - rapida.
"È che non credo di essere neanche un tipo da discoteche," ammette, a bassa voce.
È difficile non pensare a cosa avrebbero risposto altri, poi, mentre lentamente torna a voltarsi verso di lui.
Impossibile non figurarsi la prontezza con cui avrebbe accettato Vivian - la maniera in cui sarebbe finita quella serata se ci fosse stato lui, al suo posto. La direzione completamente diversa che avrebbe preso da subito.
Non c'è neanche bisogno di esprimerlo ad alta voce, il rifiuto: David sembra aver capito perfettamente - forse, se l'aspettava già nel momento in cui ha fatto l'offerta.
"Ti porto a casa?" domanda, infatti, tranquillo. Aggiungendo, quasi in un suggerimento: "Stanco?"
Sforzandosi di sorridere, Keith annuisce.
"Credo di sì. È meglio."
E l'altro ingrana la retromarcia - si immette nella carreggiata. Con la calma di sempre, si sporge appena per regolare il volume dell'autoradio.
Non sembra deluso dalla risposta - non sembra avere nemmeno intenzione di insistere, di fargli cambiare idea.
"Hai lezione presto, domattina?" chiede, invece.
Ed è la naturalezza con cui quelle parole scivolano sulle sue labbra, forse, a destabilizzare ulteriormente Keith. La sensazione di intimità, di quotidianità familiare.
Straniante, in quella situazione.
Deglutendo, volta la testa verso di lui. La china leggermente, in un cenno affermativo.
"Alle otto," risponde.
"Di nuovo… Fisica?" Un sorriso. "O qualcosa di più terribile ancora?"
"Matematica. La combinazione materia-orario non è delle migliori, in effetti…"
"Prova a spiegarmi la ragione per cui sei tanto attratto da materie di questo genere," ride l'altro, tornando a guardare la strada. "Cosa ti fa preferire una cazzutissima radice quadrata ad uno mirabilante dipinto di arte moderna, ad esempio? Perché guarda che è strano. La faccenda mi incuriosisce."
Stringendosi nelle spalle, Keith cambia appena posizione sul sedile.
"Forse, è perché la radice quadrata la capisco," inizia, un po' tentennante.
Non è la prima volta che affronta un discorso del genere - altri gli hanno posto domande simili, ad altri ha già risposto con l'unica motivazione che riesce a trovare.
Ma David è diverso da ogni interlocutore - ed è diverso quel momento, la ragione stessa per cui stanno parlando. L'imbarazzo che serra la gola e la paura di sbagliare - di mostrarsi ancora più sciocco. Più bambino. E la certezza che, se non farà attenzione, finirà per chiudere quella serata su una nota più insipida di tutto il resto.
Schiarendosi la voce, guarda l'uomo cautamente. Con la coda dell'occhio.
"Voglio dire, se in matematica non capisci qualcosa, sai che hai comunque formule su cui appoggiarti. Calcoli da fare. Regole da applicare - regole fisse. Precise. Uguali per tutti, e sempre valide. Non si tratta di impressioni o… Non so." Scrolla le spalle, voltando la testa. "Non è niente di arbitrario. Puoi sbagliare o confonderti, ma resta un problema tuo: se ti impegni davvero potrai superarlo. Con l'arte è diverso, non c'è niente di effettivo. Soltanto interpretazioni. Sensazioni." Arrossendo, fa una smorfia. "E se non senti niente, è difficile apprezzare."
"Già," commenta allora l'altro, - gli occhi fissi su di lui attraverso lo specchietto retrovisore. "E questo bisogno di avere tutto sotto controllo? Da dove viene, mh?"
"Non lo so." Arrossendo, Keith incassa la testa tra le spalle. "Forse è un fattore genetico…" borbotta.
"Genetico." Un sorriso. Divertito. "Probabile."
David abbassa il finestrino, poi. Accende una sigaretta, aspirando il fumo.
"Quindi è per questo che io ti destabilizzo tanto?" domanda improvvisamente, come se stesse chiedendo una qualsiasi informazione.
E Keith sente il cuore fermarsi, nel petto - i polmoni svuotarsi di tutto l'ossigeno, neanche fossero passate ore dall'ultima volta che ha preso fiato.
Non si aspettava che l'uomo decidesse di portare tutto allo scoperto - forse avrebbe potuto prevederlo se il tono della conversazione fosse rimasto lo stesso di quando stavano all'esposizione - di quando l'altro sembrava divertirsi solo a destabilizzarlo. A distruggere le sue difese e farlo crollare, farlo arrossire.
In quella logica, un affondo del genere sarebbe stato perfettamente logico. Quasi scontato.
Ma qualcosa sembrava essere cambiato, durante la cena, ed è strano ritrovarsi adesso di nuovo così nudo.
Non avere neanche più il suo sogghigno da incolpare - non riuscire a leggergli sul volto intenzione di ferire.
Una semplice domanda. Innocente, forse. Totalmente inconsapevole della propria carica distruttiva.
E sembrano passare secoli, prima che la voce si decida a tornare. Prima che la forza di volontà permetta a Keith di azzardare quell'unico monosillabo - prima che il respiro riesca a fluire di nuovo.
"Non…" In fretta, distoglie lo sguardo. Si sta sentendo arrossire.
"Non è per quello," risponde finalmente, mordendosi la lingua per mantenersi calmo. "O almeno," aggiunge. "Non solo."
Ma forse davvero David non aveva intenzione di metterlo a disagio, mentre spostava il discorso in quella direzione, perché sembra che il suo imbarazzo sia sufficiente per convincerlo a lasciar cadere l'argomento.
L'aria si increspa intorno a loro - tende i nervi e punge la pelle - mentre sotto le ruote dell'auto si srotolano le strade familiari del centro della città, e oltre il finestrino il paesaggio diventa più quotidiano.
Incroci e marciapiedi visti mille volte. I giardinetti in cui Keith giocava quando era bambino.
È così strano passarci davanti adesso, in circostanze tanto diverse da quelle di un tempo. Seduto in macchina con un uomo - il suo corpo a pochi centimetri di distanza. Da solo.
E tutto quel che non è accaduto, a pesare tra loro.
Tutto quel che potrebbe accadere, e a cui lui ha già messo un freno.
Sente il cuore battere forte in gola, quando infine la jaguar imbocca la strada di casa sua.
Perché il territorio è ancora più conosciuto e dovrebbe essere tutto più semplice, ora, ma David ha il potere di rovesciare anche il significato degli orizzonti più quotidiani.
E stare seduto nella penombra, al suo fianco, è ancora più destabilizzante se oltre il vetro del finestrino c'è la finestra accesa del tuo salotto invece che lo sfondo anonimo di un locale in cui non sei mai entrato. Se sai che quel posto almeno dovrebbe appartenerti, e ti accorgi invece che non ci sono più nascondigli.
Che lui è già ovunque.
Fa paura.
Ha già la mano appoggiata sulla maniglia della portiera, Keith, quando l'uomo accosta sulla destra - sta già contando gli ultimi secondi che restano, cercando il coraggio per affrontarli.
Occhi fissi sul vialetto che attraversa il suo giardino, si concentra sui movimenti di David, al suo fianco - il piegarsi del suo braccio sulla leva del cambio. La torsione del polso per ruotare le chiavi nel quadro e spegnere il motore.
Immagina il suo viso.
E quando si volta c'è quasi riuscito, a costringere il volto in un'espressione che non faccia trasparire troppo il proprio disagio.
È quasi riuscito a decidere quale sia la forma di saluto migliore, anche. A trovare il coraggio di rivolgergliela.
"Ok, allora… Grazie," mormora, sorridendo imbarazzato.
Ma poi incontra il suo sguardo, e qualunque altra parola crolla nel silenzio di quegli occhi - nella forza con cui lo stanno immobilizzando.
Nella loro fermezza autoritaria. Solida.
"Tu trovi che sia davvero così difficile?" chiede l'uomo - deciso - e il cervello torna ad incepparsi esattamente come ogni volta che lui gli domanda qualcosa. Il cuore salta in gola - la pelle si arrossa. Sbianca.
Non ha la minima idea di cosa l'altro gli stia chiedendo - la formulazione è troppo vaga, i suoi riflessi troppo rallentati. L'attenzione irrimediabilmente concentrata sui particolari più insignificanti - la forma delle dita di David ancora chiuse sul volante. La tensione della mascella e il nero delle iridi - il nero delle pupille.
"Difficile che cosa?" mormora, con un filo di voce.
Ma la calma dell'altro è quasi agghiacciante, quando nell'ombra accenna un mezzo sorriso.
"Gestire l'attrazione," risponde, gli occhi ancora fermi nei suoi. Magnetici.
Senza distogliere lo sguardo, allunga distrattamente la mano per spegnere l'autoradio - un gesto controllato. Quasi ipnotico.
Ed è ancora più faticoso riuscire a ordinare i pensieri, adesso - fronteggiare il silenzio.
Trovare la forza di rispondere di nuovo. Possibilmente, chiudere il discorso.
Uscire da quell'auto. Subito.
"Non… Non ho problemi con quello," ribatte, piano.
Il diversivo non sembra funzionare, però - David neanche finge di credergli.
Si sporge in avanti, invece, con tutta l'intenzione di approfondire l'argomento. Di non lasciarlo cadere di nuovo.
"No?" sorride divertito.
Forse stava solo preparando questo momento, anche quando ha avvicinato per la prima volta la questione. Anche quando è sembrato che volesse lasciar cadere quelle domande. Impossibile non sospettarlo.
"No." Pausa. "Non… Non è quello, il problema," insiste Keith.
E sa di non essere più convincente ora di quanto non lo fosse stato pochi istanti prima, ma non riesce a trovare una forma di difesa più efficace. Perchè mentre distoglie lo sguardo per lanciare un'altra occhiata alla finestra di casa sa che non sfuggirà a quella conversazione finché non aprirà la portiera.
Sa che finché David continuerà a guardarlo, la portiera non riuscirà mai ad aprirla.
Che rimarrà inchiodato lì. Senza nascondigli.
Mordendosi il labbro, si sforza di respirare a fondo. Il più regolarmente possibile.
Ma non serve.
Perché quando l'uomo parla di nuovo, a voce più bassa, la vibrazione stessa di quella tonalità sembra scivolare fra i capelli. Sfiorare la nuca.
Renderlo ancora più debole.
E quando sussurra, in un soffio: "Meglio così," il sorriso è malizioso. Caldo.
Fin troppo vicino.
Keith se ne accorge solo in quel momento, che non è più soltanto la sua voce. Che le sue dita stanno davvero chiudendosi sul collo - che tracciano sulla pelle curve sinuose. Lente.
Fanno rabbrividire.
E le sue labbra sono già vicinissime - il suo sorriso sa di fumo e di vino. La pelle è calda, anche attraverso la stoffa della camicia - quasi bruciante.
Chinando appena il capo verso di lui, l'uomo gli appoggia l'altra mano sul fianco.
"Sarebbe stato un inconveniente piuttosto delicato, in caso contrario," mormora, affondandogli le dita tra i capelli. Guardandolo dritto negli occhi. Con una fermezza assoluta.
"Perché sto per baciarti, Keith," aggiunge. Pianissimo.
"E naturalmente," continua, mentre il suo fiato carezza le labbra. Mentre la destra scivola sotto l'orlo della stoffa. Sulla pelle. "Naturalmente, non farei mai qualcosa che non stai desiderando anche tu… Che non stai desiderando da tutta la sera. Con tutto te stesso…"
Chiudendo gli occhi, Keith indovina il contatto prima ancora che il bacio l'abbia davvero sfiorato. Per un attimo, riesce quasi ad immaginare che quel tocco diventi più profondo - che il cuore rallenti i battiti e diventi più equilibrato, più calmo. Che la bocca si schiuda e il calore delle mani dell'uomo scenda a coprire per intero la pelle - a calmare i brividi, e ad accenderne di nuovi.
Che il suo sapore insegni una leggerezza diversa - una pesantezza più vera.
Che il corpo impari a muoversi. A lasciarsi andare.
È soltanto un pensiero, però - sfumato come la nostalgia del mattino che ti ruba ad un sogno, impalpabile e quasi irreale.
Perché è sufficiente che le bocche si sfiorino, invece - che l'eccitazione improvvisamente concreta corra come una scarica di elettricità lungo la schiena - perché la realtà di quel che sta accadendo torni a piovergli addosso come una doccia gelata.
E si riaccende la finestra di casa, alle sue spalle, dove i suoi genitori stanno guardando qualche programma alla televisione. Si raddensa la realtà di quella serata, e la mostra, e l'imbarazzo e la cena.
Il ricordo della prima volta in cui si sono incontrati - la presenza di Raven al suo fianco e quegli occhi nerissimi già allora. Già allora magnetici.
La carezza appena abbozzata dello scorso pomeriggio.
Vivian.
Voltare la testa di lato è probabilmente più una reazione istintiva che una decisione cosciente: come un bisogno di mettere un minimo di distanza tra la consapevolezza e i brividi. Tra la bocca di David e quel che sta accadendo e quel che non deve accadere - e lui.
Sente la sorpresa dell'uomo nello sfregare delle sue labbra sulla pelle, però - nell'irrigidirsi dei muscoli del petto sotto le sue mani, quando il contatto appena abbozzato prende fermezza e si trasforma in forza.
In rifiuto.
Lasciando andare un respiro profondo, Keith stringe forte gli occhi - si tira lentamente indietro. "Non…" dice, con voce incerta. Quasi confusa. "È meglio di no. David."
Non si volta a guardarlo, però. Mancano il coraggio e forse anche la volontà di farlo - la capacità di osservare con distacco come lo scontro tra realtà e fantasia stia sfociando ancora una volta nella completa soppressione di ogni possibilità di crescita. Di ogni desiderio.
Del resto, la tensione è già abbastanza palpabile nell'aria. Non c'è bisogno di sollevare gli occhi per accorgersi che il calore bruciante di pochi istanti prima è già stato sostituito da altro - è sufficiente notare l'immobilità quasi improvvisa delle sue mani. Del suo corpo.
E passano interi secondi, poi, prima che il tempo torni a scorrere.
Prima che la stretta si sciolga, lentamente, e David torni a voltare il busto in avanti.
A premere le spalle sullo schienale del sedile. Ad inspirare, piano.
Non dice niente.
Serra i pugni sul volante, soltanto, e le vene si definiscono sul dorso delle mani come quando cambia marcia. Come quando c'è uno sforzo da compiere, o qualcosa da trattenere.
Frustrazione, forse.
Forse rabbia.
"Bene," scandisce infine, schiarendosi la voce.
Inspirando, tenta una specie di sorriso nervoso.
"Lasciami indovinare. Scommetto che non sei il tipo…"
E Keith avrebbe mille possibili risposte - mille spiegazioni. Parole già organizzate nella mente, frasi già perfettamente formate: per una volta, nessuna incertezza. Nessuno stand by.
Potrebbe dirgli di Vivian, del sollievo di vedere i suoi occhi farsi sempre più chiari, man mano che passavano i mesi. Potrebbe dirgli del suo sorriso e di tutte le cose che gli ha raccontato - di tutte le cose che lui ha pensato ascoltandolo.
Potrebbe dirgli che sarebbe un tradimento anche se fosse stato Vivian stesso, a chiedergli di baciarlo. E potrebbe dirgli che lui non sa farle, certe cose - che sono troppo pericolose. Che fanno troppo male.
Che non c'è ragione.
Che in fondo è anche giusto così. Va anche bene.
Ma in realtà tutte quelle spiegazioni significano poco, in quel momento, quando ha appena voltato la testa per sfuggire al bacio che da sempre ha sognato. Quando siede nel buio, in quell'auto, e la nostalgia è già così forte da offuscare anche l'imbarazzo. Ma non abbastanza da convincerlo a sporgersi in avanti. E provare.
Perché forse è davvero soltanto una, la risposta possibile. Una la verità da accettare.
Non sei il tipo.
Né di andare a vedere una mostra né di lasciarsi invitare ad una cena. Né di finire la serata in discoteca né di concluderla in auto, sotto casa. Il tipo che si lascia toccare.
Che si lascia vivere. Baciare.
Ed la croce che ti porti dietro da sempre - l'ostacolo che nessuna delle tue frustrazioni ti potrà mai aiutare a scavalcare. Il meccanismo che soffoca ogni istinto, ogni anelito, e che ti fa precipitare a terra prima ancora di aver iniziato il volo. Per evitare ammaccature troppo dolorose, forse.
Forse, per sfuggire al destino e alle sue ferite.
Ma quando la portiera dell'auto scatta, nel silenzio, e Keith sente l'aria colpire la pelle e mormora: "Mi dispiace", sa che non c'è salvezza, nella direzione in cui si sta incamminando.
Non c'è rifugio, né razionalità, né coraggio.
Soltanto una distesa asettica e un po' piatta - costruita perfettamente su leggi indistruttibili, ma del tutto incapace di aprirsi alla vita.
Incapace di resistere alla pressione del mondo.
E forse, dopo tutto, anche di proteggerlo davvero.







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Date: 2010-04-25 04:21 pm (UTC)
From: [identity profile] pure-l0ve.livejournal.com
Io, in questo preciso momento, odio incondizionatamente Keith.

Solo questo.
Il commento serio a più tardi.
*rolls*

Lo ODIO.

Date: 2010-04-25 04:23 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ehhhh. Non sai l'avvocato... *rolls*

Date: 2010-04-25 05:29 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Qualcosa mi dice che la ragione per cui lo odiate voi è *leggermente* diversa da quella per cui lo odio io...
*rolling-eyes*

Date: 2010-04-25 07:56 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Qualcosa mi dice che la ragione per cui lo odiate voi è *leggermente* diversa da quella per cui lo odio io...

Eh... credo anch'io. XDDD
E penso di odiarlo per le tue stesse ragioni. ^^

Date: 2010-04-25 08:48 pm (UTC)
From: [identity profile] samwhity.livejournal.com
Ma povero Keith-cucciolo-puccio >___< *coccola Keith*

.....maledizione keith!!!!

Date: 2010-04-25 04:40 pm (UTC)
From: [identity profile] sheiran.livejournal.com
Hallo, sono Rei-chan del forum su community, è la prima volta che commento x3
Comunque...

Certo che David è davvero uno stronzo XD dovrebbe scrivere il manuale "I mille-e-uno modi per far andare in autocombustione Keith Lucian", però, fa quasi tenerezza quando Keith gli nega il bacio... povero.
Però, cavolo, Keith perché si è spostato? -.- Cioè quel bacio lo aspettava da una vita e che fa? si sposta! Noto una piccola vena sadica in questa cosa xD

Passando alla parte SERIA del commento...
Mi è piaciuto molto questo capitolo, in parte perché nel leggere le prodezze di David avevo un sorriso idiota stampato in faccia, perché il disagio di Keith era palpabile e poi c'è stato più spazio per la sua testolina matematica, anche se è un personaggio un po' statico... davvero, povero David, non si aspettava una simile sfida!!!
(SU KEITH DATTI ALLA PAZZA GIOIA CON DAVID <- si questo sarebbe il mio pensiero, ma credo che Luciani o mi ucciderebbe oppure evaporerebbe).

Re: .....maledizione keith!!!!

Date: 2010-04-25 05:40 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ciao!^^
È un piacere trovarti anche qui!^^
Mi fa piacere sapere che il capitolo ti è piaciuto - noi l'abbiamo odiato mentre lo scrivevamo e lo odiamo tuttora, ma ci sarebbe dispiaciuto se per colpa di David e Keith si fosse abbassato il livello della Rosa.^^ (Di molto, ecco. *rolling-eyes* Che niente di toglierà dalla testa la convinzione che questo sia il capitolo peggiore che abbiamo mai scritto. *rolling-eyes*)

Per quel che riguarda David... hai perfettamente ragione. Cioè, il punto è che lui si diverte *proprio* a mettere Keith in imbarazzo - bisogna dargli atto che da quando gli è scappato ha cambiato comportamento, e che è stato anche più bravo di quel che ci aspettavamo, ma la bastardaggine di fondo resta. E io sinceramente l'avrei piantato in asso molto, molto, *molto* prima di Keith. *rolling-eyes*
Per quel che riguarda il perchè si è spostato... Beh. Nella sua ottica la cosa è perfettamente sensata.^^ Voglio dire, David non è proprio la persona che ti ispira più fiducia, anche senza contare il piccolo particolare che si porta a letto il suo migliore amico eccetera. *rolling-eyes*
Poi c'è anche il piccolo problema che io faccio davvero *fatica* a scrivere di loro due. Cioè, è proprio una cosa strana. Credo di odiare abbastanza il fatto che David abbia quell'effetto su Keith, e quindi tendo a dare a Keith una spina dorsale più forte di quella che avrebbe nella realtà, forse.
Tipo, non so quanto sia davvero IC che abbia rifiutato il bacio. Forse sarebbe stato professionalmente più giusto che restasse lì passivo. *rolling-eyes* Ma davvero, mi viene l'orticaria solo al pensiero. E non so neanche perchè, poi. *rolling-eyes*
Voglio dire, io David lo ADORO. È solo con Keith che mi viene voglia di evirarlo. *rolling-eyes*
(Il che, in effetti, potrebbe essere un pò problematico...^^)

A parte tutto, comunque, sono davvero felice che il capitolo ti sia piaciuto così tanto.^^
Serve qualcuno che faccia il tifo per la coppia, visto che io tendo ad essere vagamente irrazionale in proposito.^^
Grazie infinite del commento!^^

Un bacione^^

(*rolling-eyes* E scusa se sono sembrata schizofrenica. *rolling-eyes* Credo sia colpa dello stress pre-esame.
Forse.
*rolling-eyes*
O forse è proprio solo KEITH. *rolling-eyes*)

Re: .....maledizione keith!!!!

Date: 2010-04-26 11:52 am (UTC)
From: [identity profile] sheiran.livejournal.com
nooo, io ho trovato giustissima l'accoppiata! Perché, magari (in un modo ipotetico e parallelo, forse), David e la sua bastardaggine patologica troverebbero un centro e si mitigherebbero con l'imbarazzo di Keith, che a sua volta si riscuoterebbe un poco perché dopo il rifiuto a Raven, comincio a pensare che abbia intenzione di farsi monaco! Per quanto possa essere razionale, avrà pure certi BISOGNI °-°" ha anche 19 anni. Non dico che debba agire come Vivian, ma almeno smuoversi da sotto la sabbia xD

Ma questo in un mondo iperuranio, probabilmente °°"

Io, generalmente, adoro Keith, ma, davvero, ho provato pietà di David in questo capitolo x°°°D povero avvocato, nessuna delle sue tattiche ha avuto presa sul piccolo fisico...
...e io trovo l'avvocato davvero odioso di solito XD
Sarà una sfida davvero ardua per David riuscire anche solo a baciare Keith.

Ah. Non evirare Keith, è troppo "cuccioloso", anche se è pare un monaco buddista! >.

Re: .....maledizione keith!!!!

Date: 2010-05-07 01:47 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ciao!^^
Non sai come sono contenta di trovarti anche qui, Rei!!!^^
Scusa solo per il ritardo imbarazzante con cui ti rispondo... *rolls*
Ma davvero, mi ha fatto piacerissimo che hai commentato!^^
E sono contenta che il capitolo ti sia piaciuto.^^
David in realtà ha fatto tenerezza anche a me, nella scena del bacio.
Alla fine non si è comportato malissimo, per i suoi standard... *rolls*
E per lui è stato sul serio un duro colpo, il rifiuto di Keith. Non c'è abituato, ai rifiuti.
Credo l'abbia presa malissimo... *rolls*
Ma vabbè. Suppongo che sopravviverà, come al solito.^^
E poi paradossalmente la difficoltà di conquistare Keith serve a motivarlo ancora di più.
David ha questo spirito da cacciatore, ecco. *rolls*
Più la preda è difficile, e più si sente stimolato.
Staremo a vedere!^^
Abbiamo grandi progetti per loro - quindi spero che si comportino secondo i piani!
Un bacio, e grazie^^
F

Date: 2010-04-25 07:46 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Io non sono obbiettiva su loro due, quindi per una volta, potevo anche evitare di esprimermi... *rolls*
Anche perché tendo orribilmente a identificarmi con Keith!
E lo odio!
Essenzialmente perché odio comportarmi alla stesso modo.
Anche se i miei livelli di sopportazione sono molto più bassi...
Io alla mostra sarei già andata via, per dire.
Giusto perché lo comprendo perfettamente! Purtroppo.
La gente (si si, puramente generico ) che prova gusto a imbarazzarmi non la reggo, mi spinge a reazioni mai avute!
Sono una persona generalmente pacifica, giuro.
E credo di essere leggermente più decisa di Key, io intimo l'individuo di starmi alla larga (si a volte sono molto simpatica, me ne rendo conto) e dopo la prima fase, "ignora le cose imbarazzanti che dice" scatta la fase "scansa, ignora, rispondi male".
Di solito sarebbe quella definitiva, di recente ho scoperto la fase successiva "minaccia" essendo poco credibile, (così dicono) si passa direttamente a quella *si spera* finale... "attua la minaccia".
Il mio animo pacifico mi impone si limitarmi al "lancio dei succhi di frutta"... anche se è partito anche lo schiaffo ma giuro che mi sono sentita in colpa!
E che proprio ero al limite!
Quindi, ho odiato Keith... mi ricorda stupidamente me.
Non tanto per la nostalgia dell'occasione sprecata, non mi tange, io l'occasione la rifiuto perché effettivamente non la voglio, a prescindere.
Non che sia particolarmente intelligente.
Per me è solo diversamente sensato. ^^
Poi sarà sicuramente paura, ma so dove devo stare e la scelta è obbligata, in un certo senso.
Quindi, non è la nostalgia.
Forse a volte si, perché alla fine perdi qualcosa, anche se ti convinci che non ti interessa.
Mi fa innervosire il riconoscermi nell'instupidimento istantaneo.
Non penso di essere totalmente cretina, ma comportamenti del genere, mi spengono il cervello!
Rallentano i riflessi e sono solo capace di subire in silenzio, arrossire, morire di vergogna e se va bene muovere le gambe per fuggire!
Se va bene!
Ed è anche ipocrita in fondo, perché è sempre meglio di quando non sento niente.

Comunque, se fossi stata nella situazione di Key, avrei fatto lo stesso.
Non lo trovo stupido, frustrante ma non stupido.
Rifiutare il bacio alla fine era ovvio, con il pensiero di Vivian in testa.
Io non potrei mai, non fa nulla che non stiano insieme David e Viv, non starei mai con il non-so-bene-cosa del mio migliore amico/a.
Anche se avessi l'autorizzazione scritta!
Non saprei come si potrebbe fare a farmi cambiare idea, non so come farà (se succederà) a cambiarla Keith.
E sono curiosa.
Comunque, io in genere amo David.
Ma il suo relazionarsi a Key è molto diverso.
Lo odio, punto.
Perché lo vivo dall'altro lato, e non riesco a godere del suo sadismo come farei in altre occasioni. ^^
Mi perdona?

P.S.
Credo di aver fatto un commento inutilissimo ma la situazione è troppo simile alla mia attuale per fare un commento decente.
Mi dispiace.
Posso condividere con Keith il segreto del "colpisci-con-una-bevanda-l'individuo-importuno-e-poi-muori-di-sensi-di-colpa"(giusto un attimo, poi ritorna la voglia di ucciderlo).

P.P.S.
Mi piace la descrizione del ristorante.
Mi piace la parte in auto verso casa di Key.
L'attenzione ai movimenti di David e lo straniamento nel vederlo in territorio privato.
Lo stesso dell'infanzia, che dovrebbe essere rifugio.
Il tuo territorio, quello che dovrebbe metterti sicurezza, invece lascia solo spazio alle vertigini.
Perché David è sempre un capovolgersi.

P.S. (al cubo ^^)
David è sadico e allucinantemente strategico.
Un predatore scientifico oserei dire! XD

Grazie per l'immenso sforzo compiuto per pubblicare entro la settimana senza spargimenti di sangue (giustificatissimi). ^^
Kiss

Date: 2010-05-07 02:02 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ma no Ste!!!!!!!
^__________^
Non hai ragione di identificarti con Keith! Lui non tirerebbe MAI succhi di frutta in faccia alla gente!^^
A parte gli scherzi...^^ Capisco che il marmocchio possa fare un effetto simile - identificarsi con lui è facile.
Credo che tutti, chi più chi meno, abbiamo avuto di fronte a qualcuno la voglia irrazionale di sparire-scappare-diventare invisibili!^^
In genere hai ragione: la gente non è molto propensa a trovare attraente questo tipo di atteggiamento.
David lo adora. *rolls*
Ma anche perchè se lo vive molto a modo suo - alla stregua di un gioco. Di una sfida.
Credo che dopo che Keith gli ha negato il bacio abbia iniziato anche lui a rimettere un pò in prospettiva la faccenda. *rolls*
E credimi: rapportarsi con Keith servirà tantissimo a David, più ancora di quanto servirà a Keith rapportarsi con lui credo.
Alla fine anche se non sembra, Keith ha già iniziato a *domare* David!^^ Penso sia il primo ragazzino al mondo che gli dice di no!^^ Non ti sto a dire quanto ci sia rimasto male! Credo che per i prossimi giorni non farà altro che guardarsi allo specchio per controllare se è invecchiato... *rolls* Se gli è venuto qualche capello bianco. Qualche ruga. Cose così... *rolls*
Ah.
E ci tiene a dirti che nella tua situazione, lui sta dalla parte di Daniele!^^
Kiss^^

Date: 2010-05-07 02:37 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Non hai ragione di identificarti con Keith! Lui non tirerebbe MAI succhi di frutta in faccia alla gente!^^

Infatti Roh mi diceva che è più roba da Ash. ^^
Io spero per lui che non arrivi ai livelli di acidità che raggiungo io...

E ci tiene a dirti che nella tua situazione, lui sta dalla parte di Daniele!^^

Chiamalo pure COSO. Non avevo dubbi comunque. =_='

P.S.
*abbraccia*

Date: 2010-05-08 04:44 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Giusto per esser chiari.
Il COSO sta simpatico anche a me, Ste^^!

Date: 2010-05-08 04:56 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Ma simpatico dove?!? XD
Ti impacchetto pure quello e te lo mando! =_='
Scherzi a parte, credo di uscirci.
Devo chiedere scusa, sai. *rolls*
Credo solo di essere seriamente terrorizzata, ecco. ^^'

Date: 2010-05-08 04:58 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
CI ESCI?!?!? ^____________________^
^_____________________^
^_____________________^


(io e David facciamo la hola per il coso!^^)

Date: 2010-05-08 05:05 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Si. =_=''
Per puro senso di colpa.
Perché ha capito che non deve dirmi cose imbarazzanti (pare).
E perché onestamente glie lo devo, dopo tutte le parate al vetriolo che ha sopportato. ^^'
Poi via il dente via il dolore no? (si auto-convince XD)

Date: 2010-05-08 05:10 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Magari stai lontana da bar, chioschi e macchinette...
Giusto per evitare altre tentazioni, sai!^^

Date: 2010-05-08 05:13 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Ormai mi prende in giro il mondo per questa cosa.
Anche tu! XD
No comunque... ho intenzioni pacifiche ed eviterò di reagire in strani modi. ^^
Grazie per il consiglio comunque. XD

Date: 2010-05-08 05:41 pm (UTC)
From: [identity profile] white-guilt.livejournal.com
Ah... se ti vuoi fare due risate ti mando la foto dove succhia Babbo Natale. XD

Date: 2010-04-25 08:00 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
RoH!!!
Innanzitutto in bocca al lupo per l'esame - ché tanto lo so che andrà benissimo!

Prima di passare al commento, vi devo rendere partecipi del mio siparietto di stasera. Ore 19.30 ero al centro commerciale a 15 km da casa e mi arriva il messaggio di deb che avevate aggiornato. Alché ho cominciato a dar di matto e a spronare i miei a muoversi (non volevo nemmeno che entrassimo al supermercato XD).
Tornata a casa ho acceso il computer e iniziato a leggere. Ma nel frattempo ho stampato il capitolo, perché sapevo che a leggerlo tutto non sarei arrivata entro l'ora di cena - e mia madre mi odia se non apparecchio, dunque... - Insomma, mi chiamano di là, apparecchio guardando i fogli sparsi sul tavolino che mi aspettavano ^_____^ Ho tipo dimenticato i bicchieri, mangiato mezzo panino perché DOVEVO LEGGERE!!!!!!!! (niente, in effetti se sfornaste un capitolo ad ora di pranzo e uno ad ora di cena potrei far funzionare la dieta ^___^). E ho letto tipo una forsennata, ecco. E ho dovuto evitare i commenti ad alta voce, ché i miei sennò mi prendevano per matta.

Basta. Fine siparietto.
Torniamo serie.

Commento istintivo: Keith sei uno stupido.
Commento razionale: non poteva andare diversamente.
Forse tutto si potrebbe ridurre a queste due frasi, ma siccome vi devo stordire ben bene, continuo.
Non sarebbe potuto andare diversamente, dicevo. Keith avrebbe perso di credibilità. E un po' anche la Rosa. Perché - non me ne voglia David - ma nemmeno davanti allo strafigo più strafigo del mondo Keith si sarebbe sciolto al primo appuntamento. Lui è davvero come la matematica. Precisa, razionale, ci sono delle formule per spiegare tutto. E ancora lui non conosce o non gli hanno spiegato la formula di relazioni come quella che prenderebbe vita con David. E ci vuole tempo, ecco.
David mi è piaciuto tantissimo (ahimé, lo so che stai ghignando, avvocato -_______- ti sento!!!!!) nel suo cercare di incanalare in qualche modo le sensazioni di Keith, passando dall'attacco diretto (alla mostra mi ha fatto morire ahahahahahahah!) al cercare di comprenderlo e capirlo. Non so, forse per lui Keith è al contempo una sfida ma anche qualcuno che non sarà solo una scopata. Ma non come Vivian che è già più di una scopata. In una maniera ancora diversa, ecco. Forse una maniera che non includa necessariamente il sesso o che lo includa ma dopo molto molto tempo.

Che poi... in uno dei miei attacchi di pessimismo cronico, mi sono chiesta giusto l'altra sera perché solo nella Rosa esistono gli strafighi che si prendono una cotta per i ragazzini come Keith. Perché nella realtà gli strafighi non hanno la **sensibilità** di David, i timidi e introversi nemmeno li calcolano .__.
(ma questi sono flash miei)

A proposito: la similitudine matematica/Keith è perfetta, l'ho sempre pensato, da quando *conosco* Keith. Che continuo ad adorare e che in fondo comprendo. E Roh (ho letto più sotto una cosa che hai scritto) no, il fatto che abbia rifiutato il bacio è perfettamente IC. Se fosse ancora lì a pomiciare con David io ne sarei rimasta delusa. Non sarebbe stato da lui. Perché okay, David lo destabilizza e quindi avrebbe potuto *perdere la ragione* ma proprio perché da questa destabilizazzione viene fuori la ragione pura che mette a dormire l'istinto e fa andare le cose come sia giusto che vadano.

Okay, dopo questo concetto filosofico, posso anche levare le tende ^____^

PS ma David quanto è incazzato che KEITH, proprio lui, abbia resistito al suo fascino?

Date: 2010-05-08 04:57 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Uh.
*rolls*
Fa effetto notare che sono così in ritardo con le risposte che ormai Roh ne ha un altro, di esame!!!
*rolls*
Aika, il siparietto mi ha fatto morire comunque!^^
Io non so, mi sento che prima o dopo i vostri genitori si coalizzeranno in un sindacato contro la Rosa... *rolls*
Che citeranno me e Roh in tribunale come disturbatrici dell'ordine familiare!
Su, siate buone!
Apparecchiate per bene anche quando ci sono gli aggiornamenti!!! E mangiate, a cena!!!!!! Che poi ci dicono anche che istighiamo al suicidio per inedia!!!!!!
A parte gli scherzi.
Mi ha fatto piacere quel che hai detto, che non poteva andare diversamente fra Keith e David.
Roh ed io sentivamo un pò il peso delle vostre aspettative, mentre scrivevamo questo capitolo.
Ma in effetti Keith non sarebbe stato Keith se si fosse lasciato baciare. E probabilmente David non si prenderebbe neanche più di tanto, se tutto andasse liscio come sempre.
Resta il fatto che boh... quando senti che tutti si aspettano una cosa ti dispiace quasi, non dargliela.
*rolls*
Quindi ti ringrazio per aver capito.^^
Mi hai fatto tirare un sospiro di sollievo, quando ho letto^^!
Comunque sì David è incazzatissimo.
Al momento.
La fase successiva sarà però un contrattacco ancora più convinto! Alla fine non credere, ma le prede difficili lo intrigano assai!^^
Ha già un piano pronto per la mossa successiva!^^

Date: 2010-05-08 05:15 pm (UTC)
From: [identity profile] ladyaika.livejournal.com
Il pericolo che muoia di inedia non c'è *rolls*
Hai presente la fame di Vivian e la fame di Mike messe insieme? Ecco. ^___^

In quanto al resto... Ho paura per la mossa successiva di David XD (ma tanto so che ancora Keith non cede XD)

PS va meglio, fata? :*
PPS Ma come fa Roh ad essere SEMPRE sotto esame???? Io vegeto da gennaio a giugno ché non abbiamo sessioni e mi tocca l'ammazzata a giugno/luglio *piange*

Date: 2010-05-08 05:32 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Ma come fa Roh ad essere SEMPRE sotto esame???? Io vegeto da gennaio a giugno ché non abbiamo sessioni e mi tocca l'ammazzata a giugno/luglio *piange*
Da me la sessione estiva inizia il 18 maggio. *rolling-eyes* Ma credo che sia perchè dobbiamo dare i lettorati per poter accedere agli esami di lingua. E i lettorati durano un mese. *rolling-eyes*
Ho cinque-sei date in stretta successione più gli orali, da affrontare... *rolling-eyes*

(*rolling-eyes* E con sto tempo da novembre, ancora non sono entrata nell'ottica per nulla. *rolling-eyes*)

Date: 2010-05-08 05:39 pm (UTC)
From: [identity profile] pavls-blog.livejournal.com
Non parliamo di entrare nell'ottica o.ò
Tra un mese inizia la sessione da me o.ò Ancora non abbiamo le date. E io vegeto. E teoricamente vorrei dare cinque esami.

Date: 2010-05-08 05:34 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Macchè.
Ho l'impressione che questa bronchite mi resterà a vita...
*rolls*
Mi sta anche venendo l'ansia... *rolls*
Sam inizia a non sopportarmi più...

Roh ha esami di continuo, sì.
Non so neanche io come sia possibile, ma tant'è.
Peggio delle interrogazioni al liceo!!

Date: 2010-04-25 08:10 pm (UTC)
From: (Anonymous)
Sono Elf. ^^
Il capitolo mi è piaciuto, e sapendo la fatica che è costato l'ho apprezzato ancora di più.
Per come la vedo io, ne è valsa la pena anche solo per sghignazzare per tutto il pov di David. Il giro alla mostra è stato surreale, con l'avvocato che commentava i quadri senza avere, lui per primo, la più vaga idea di cosa stesse dicendo (non per mettere in dubbio la sua straordinaria erudizione, ma...sbaglio? XD).
E poi, Keith che se la da a gambe...David mi è sembrato uscito da uno di quei film dell’orrore in cui il killer psicopatico pur camminando pianissimo riesce a raggiungere la vittima in fuga XD
Devo dire, però, che il comportamento di David da lì in poi mi ha positivamente colpita. Cioè, trattandosi di lui mi aspettavo che avrebbe dato il peggio di sé (e in effetti, con la mostra non si è risparmiato).
Ma il modo in cui tratta Keith, e in cui sembra impegnarsi ad andargli incontro, mi fa ben sperare.
Quanto a Keith, non dubito che sia stato difficile scrivere di lui. Perché in un certo senso lo è stato anche leggere. Constatare ancora una volta la sua incapacità di mettersi in gioco, che mi ha lasciato con la stessa sensazione di rimpianto e di delusione disarmante con cui probabilmente è tornato a casa anche lui. Non dubito, però, che David gli offrirà altre occasioni ^^
Aspetto il prossimo capitolo, sperando che sia più facile a scriversi di questo (così arriva prima ^^).
*un bacio*

Date: 2010-05-08 05:08 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Elfina!!!!!!!!!!!!^_________^
Ciao!!!!!!^^
Si beh, in effetti la scena delle stradine traverse era un pò stile horror!^^
Aspettavo che Roh mi dicesse che il tutto era altamente improbabile e di pensare a qualcos'altro... Ma si vede che era talmente stressata da questo capitolo che mi avrebbe lasciato inventare qualunque cazzata, pur di arrivare in fondo!^^
E David capisci, ne ha approfittato! Lui adora fare queste cose un pò teatrali... *rolls*
Comunque si: alla mostra stava inventando.
Improvvisando.
Credo avesse messo insieme stralci di ricordi vaghi presi da articoli di critica delle riviste di Megan...
Lui non sa assolutamente un tubo di arte.
E tutto il discorso che ha fatto non aveva alcun senso.
A volte riesce ad essere veramente, veramente idiota!^^
Neanche ti ci puoi incazzare: è troppo scemo!!!^^
Però si: si è comportato bene, tutto sommato.
Anch'io pensavo avrebbe fatto molto di peggio.
Ma credo che Keith lo coinvolga sul serio, checchè ne dica!^^ Gli fa anche tenerezza!^^
Penso che sia sulla buona strada per prendersi una bella cotta, in pratica!^^

PS: Comunque un disegno di David critico d'arte ci vorrebbe, eh!^^

Date: 2010-04-25 08:47 pm (UTC)
From: [identity profile] samwhity.livejournal.com
Questo capitolo mi ha emozionata tantissimo, ma emozionata sul serio.
Sarà perché io mi comporto ogni santa volta come ha fatto Keith - no comment -.-" - ma ho letteralmente ed emotivamente partecipato al capitolo. Davvero. ^^
Volendo si potrebbe anche interpretare il capitolo come uno scontro tra titani, tra modi di essere, volendo persino tra generazioni (ah, il fascino della pelata!). La sicurezza sfacciata di David si scontra con il gelido imbarazzo di Keith, con una presa di posizione persino granitica che è - a suo modo - persino una maledizione. E forse Keith si odia anche un po'...
Davvero un bel capitolo, grazie di cuore ♥

Date: 2010-05-08 05:23 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
PELATA!?!?!?!
Vuoi farmi schiattare l'avvocato????????
^_________^
Ciao Sammy, sono felice che il capitolo ti abbia fatto questo effetto così positivo!^^
Non l'abbiamo odiato, quindi avevamo paura che poteste prenderlo male anche voi!^^
Comunque lo scontro ho paura non sia solo generazionale: sti due sono proprio l'opposto in tutto!
Spero non si ammazzino a vicenda, ecco!
Staremo a vedere!
Un bacio!^^

Date: 2010-04-26 09:16 am (UTC)
From: [identity profile] eje-xviii.livejournal.com
Sostanzialmente geniale la trovata della mostra. Se posso dirlo, ho riso per quasi tutta la prima parte del capitolo, le provocazioni di David erano assolutamente comiche… Senza contare che nella sua descrizione del dipinto, qui volutamente assurda, ho visto tantissimi saggi di “rinomati” storici di arte contemporanea… David dovrebbe considerare un eventuale impiego alternativo in questo settore, vi assicuro che ne ha tutte le capacità.
Al suo fianco, Keith sta fissando la firma dell'autore - invece. Qui sono morta. Anche se non posso dargli torto, in certe “opere” le firme sono spesso la cosa più artistica.

Comunque sia alla fin fine David si è contenuto abbastanza, è stato carino, mi è sembrato molto più “delicato” di quello che ci si poteva spettare. Solo che Keith è Keith.
E suppongo che sia davvero complicato gestire una relazione tra questi due personaggi, una sfida non da poco… Qualcosa che anche va oltre il loro essere così assolutamente diversi.
Ma alla fine, quel rifiuto, mi ha sorpreso non poco. Mi aspettavo che Keith rimanesse inchiodato al sedile, immobile, troppo intimidito per fare qualunque cosa; quindi credo di aver visto la sua reazione come una sorta di “ripresa”.
D’accordo, non si è lasciato baciare, non si è lasciato andare, ma non è neanche rimasto li immobile, passivo com’era stato fino a quel momento.
So che la fuga non è proprio un atto di coraggio, ma la sua decisone, il suo lasciare David così, mi hanno davvero colpita.
Anche perché credo che a quel punto Dave non se l’aspettasse davvero una reazione simile, senza contare che non è affatto un tipo abituato all’essere rifiutato…
Il pensiero di Vivian in testa nobilita sicuramente la “fuga”; ma credo che anche senza Vivian, probabilmente, la reazione non sarebbe cambiata.

So che la timidezza di Keith, la sua insicurezza sono un freno da superare, un freno enorme anche per la sua crescita interiore, ma forse il fatto che con lui tutto abbia ritmi così dilatati, che non ci sia nulla di semplice da gestire, neppure un bacio, non è un male così grande se dall’altra parte c’è una persona come David.
Non sei il tipo. Beh, il bello è proprio questo. E credo che proprio perché “non è il tipo” con David, faccia la differenza.^^

Quindi per finire, complimenti, superando tutte le difficoltà del "caso", li state gestendo davvero in modo brillante. Nessuno dei due viene “forzato” verso l’altro, nonostante le forti differenze si stanno avvicinando in molto naturale, senza essere mai scontati…^^
Davvero brave.

Un bacione.

Date: 2010-04-27 10:29 pm (UTC)
From: (Anonymous)
^^ inizialmente ho riso come una disperata immaginadomi Keith col viso abbassato che si malediva per aver accettato l'invito, mentre girovagavano per la mostra e con l'avvocato che si lanciava nelle sue "filosofiche" descrizioni degli artisti e delle opere... poi però, mi si è stretto lo stomaco... Keith è forse un pochino imbranato o timido oppure semplicemente si fa troppi discorsi mentali e dovrebbe essere un pò più istintivo, ma... mi si è annodato lo stomaco quando, mentre tornavano a casa, il ragazzino era combattutto fra il lasciare che le cose accadessero e allo stesso tempo non voleva che succedessero.
Vi dirò di più... c'è stato un momento in cui ho sperato che David "forzasse" un pò la situazione ma solo perchè convinta che forse avrebbe smosso Keith... alla fine però credo sia stato meglio che sia andata così.. almeno per ora ^^ diamo il tempo al "piccolo" di abituarsi alla presenza del diavolo in cravatta^^, anche se sono convinta che l'avvocato no sia molto d'accordo con me ^^.

>_<

Date: 2010-04-27 10:57 pm (UTC)
From: [identity profile] dea-73.livejournal.com
Ragazze scusate il commento anonimo è il mio... non sono ancora molto pratica!! scusate ancora!!!

Date: 2010-04-28 01:23 pm (UTC)
From: (Anonymous)
Finalmente riesco a commentare ^^, scusate il ritardo. Il capitolo, come solito, mi è piaciuto molto. Ormai sento di conoscere almeno un po’ tutti i personaggi, ed è bellissimo. David per esempio tendo anche ad immaginare cosa farebbe in alcune situazioni. Credo di essermi affezionata a loro davvero tanto. David compreso, anche se in molti casi lo detesto. Per esempio in questo capitolo, e già, sarò l’unica forse ma la mia rabbia non ricade su Keith, che adoro ^^. C’è da dire che Dave mi fa morire dal ridere, per esempio in questo pov. E’ stato molto divertente e pungente, come suo solito. Io non so come faccia davvero, è impossibile essere *così*. Ciò non toglie che ha molto fascino eh ^^.
Keith poi, lo amo sempre di più.
Si è riscoperto anche un po’ codardo qui (sbaglio?). Si è, anche, riconfermato un grande insicuro.
Non so, io continuo ad adorarli insieme, sono come calamite, si attraggano e si respingono in maniera così intensa. Dipende tutto dall’angolazione. Anche se attualmente è tutto nelle mani di David. Vederlo agitato alla fine mi ha sorpresa, non immaginavo potesse arrabbiarsi. Immaginavo, invece, avesse previsto un rifiuto (cioè, è Keith! XD), ma David non demorde comunque, ne sono certa ^^. E non dico che non mi abbia fatto piacere vederlo nervosetto, anzi. Sono orgogliosa di Keith che, per una volta, è riuscito a stoppare l’arrogante avvocato. Per questo li adoro insieme probabilmente, per questo non riesco a vedere nessuno dei due con qualcun altro. Sono così diversi eppure stanno così perfettamente bene. Sono sicura che Keith non si concederà tanto facilmente e questo mi fa impazzire. E fa impazzire anche David vedo, solo in un altro senso ^^.
Che dire, l’avvocato ha trovato pane per i suoi denti ^^.
E poi la questione con Vivian, sarebbe proprio un qualcosa da chiarire. Mi chiedo quando succederà. Che poi Keith ha anche ragione, effettivamente Vivian è "felice" grazie a David.
Non so, è tutto un casino come al solito. Anche se su di loro ho molte speranze. Mi pare quasi impossibile che sia difficile scrivere un capitolo con questi due ^^, non so io la lettura la trovo molto scorrevole. E forse è la coppia che più mi convince, certo non quella che più mi appassiona eh ^^.
Beh aspetto il prossimo, come al solito complimenti per il capitolo, sempre bellissimo, ripeto: mi è piaciuto molto ^^.
Maria
Ps. Quasi dimenticavo, al momento del bacio speravo che Keith si staccasse, tanto per rendere a David le cose più difficili ^^, (ciò non toglie che sia impazzita ad immaginarlo! Cioè, wow! *__*). E poi è proprio da Keith, Roh te lo ripeto, nonostante tutti gli sforzi, riesci a renderlo benissimo ^^. A presto ^^.

Date: 2010-04-28 01:26 pm (UTC)
From: [identity profile] marie991.livejournal.com
Ehm... Ho dimenticato il nome -_-. Scusate, sono Hope99 comunque ^^.

Date: 2010-05-02 08:35 pm (UTC)
From: [identity profile] st-em.livejournal.com
(Dieci minuti fa stavo postando il commento. La connessione decide di morire. *odia*)

Mi dispiace tanto per Keith.
Ma non ho potuto fare a meno di passare tutta la prima parte del capitolo a ghignare.
David è... assurdo. E demoniaco. *ama*
Poi, in queste frasi:
Semplicemente, Keith gli appartiene.
Indecentemente bello, piuttosto, gli risponderebbe.

*ride e gli tira uno schiaffetto sul braccio*
In teoria dovrei essere più solidale con Keith. Ma David è troppo *divertente* ^__^.

Comunque, spero che non scappi, la prossima volta. (Ad un certo punto quasi mi aspettavo lo mordesse, stile Ash&Mike ^^.) *abbraccia Keith, con cautela*

Angolo Puntiglieria:
- Incrociando le braccia sul petto, prende ad accarezzarsi il mento col le dita.
- L'aria delle sera è ruvida, contro il viso, e le luci della strada sembrano suggerire velocità folli.
- Cosa ti fa preferire una cazzutissima radice quadrata ad uno mirabilante dipinto di arte moderna, ad esempio?
- Ed la croce che ti porti dietro da sempre - l'ostacolo che nessuna delle tue frustrazioni ti potrà mai aiutare a scavalcare.

Un abbraccio ^^.

Date: 2011-04-17 01:27 pm (UTC)
From: [identity profile] kaite-7.livejournal.com
Bene, bene, bene.
Pare che ultimamente i capitoli si siano colorati di questa coppia e temo. Perché poi ci sono periodi di lunghi silenzi X)
E io li amo.

Sinceramente, credo che questa sia una delle coppie più *realistiche*.
Sarà che Keith è troppo reale, con emozioni e reazioni fin troppo vere.

Per prima cosa, mentre leggevo mi sono segnata questa frase [perché solitamente mi vengono sempre in mente cose che poi dimentico, perciò oggi, genialmente me le sono appuntate ^___^ *molto soddisfatta di sé*]

-Semplicemente, Keith gli appartiene.-

Ecco qui c’è un ragionamento a cui pensavo dal capitolo in cui David ha mandato via Carlos.
Riflettevo [parola grossa] su quanto sia “palese” che per Carlos sarà un durissimo colpo scoprire Vivian così legato a David e all’inizio pensavo che il quadrilatero con Megan non fosse poi tanto regolare.
Quando Megan e Carlos sono stati insieme, sì, ho pensato che a David sarebbe venuta voglia di spezzare le gambe- e forse anche qualcos’altro- ad Herrera, però era un pensiero diciamo “automatico”. Cerco di spiegarmi.
Per quanto David sia David, Megan resta sua moglie e visti i suoi lati possessivi era immaginabile gli avrebbe dato fastidio il tradimento con il ragazzo. Però appunto, per me, allora, non era qualcosa che potesse *sinceramente* ferirlo. O almeno non con lo stesso effetto che la notizia dell’avvocato e il biondo avrebbe sul chicano.
Invece ora credo che potrebbe essere molto di più per lui.
Penso quasi che il colpo sia peggio che su Carlos.
Perché David, principalmente, non ha la stessa forza dell’assistente di assorbire le difficoltà.
O, più probabilmente, in quindici anni ne ha subite troppe.
Perché all’inizio, pensavo che l’essere così possessivo di David fosse un difetto più di carattere che mentale.
Ma non l’avevo visto reagire a Samuel, non l’avevo ancora ben visto con Vivian.
Credo che la “mania”, il desiderio assoluto di David di dover tenere sempre tutto sotto controllo sia l’indice più grande della sua debolezza. La sua stabilità mentale si basa su questo, penso XD
Perché proprio a vederlo con Keith al ristorante pensavo a quanto fosse assurdo vivere come fa lui.
Che avesse una doppia vita è sempre stato chiaro.
Ma è il modo in cui la gestisce a mettere i brividi.

Nella parte iniziavo, quando c’è tutta la descrizione del silenzio in auto, pensavo fosse un errore.
Perché con Keith il silenzio è pensiero.
E il pensiero è masochismo.
Perciò pensavo che mentre David si divertiva a lasciar correre, ciò che potesse pensare Keith fosse deleterio.
Che potesse sentirsi preso in giro.
Di essere una sorta di vittima in un gioco perverso dell’avvocato. E un gioco non *sinceramente* interessato. Un gioco più fine a sé stesso.

Resto sempre convinta che il più grande problema tra loro due sia *Vivian*.
Il fatto che David sia stata la luce che ha rasserenato i suoi occhi.

-Potrebbe dirgli di Vivian, del sollievo di vedere i suoi occhi farsi sempre più chiari, man mano che passavano i mesi. Potrebbe dirgli del suo sorriso e di tutte le cose che gli ha raccontato - di tutte le cose che lui ha pensato ascoltandolo.
Potrebbe dirgli che sarebbe un tradimento anche se fosse stato Vivian stesso, a chiedergli di baciarlo.-

E poi alla fine ho l’impressione che David ci sia rimasto decisamente spiazzato al rifiuto.
Forse gli sta bene di lezione.
Non si può sempre vincere con così tanta tranquillità, ci sono anche giochi in cui ti devi applicare un po’ di più per essere soddisfatto.
Perciò, sono contenta, in definitiva, sono contenta che Keith si sia scostato.
Penso che se si fosse lasciato baciare non l’avrei riconosciuto. Penso che meriti almeno di sapere che non è la solita scopata.

Comunque preferisco così ^______^

Date: 2011-04-17 07:20 pm (UTC)
From: [identity profile] rdv-capitoli.livejournal.com
Pare che ultimamente i capitoli si siano colorati di questa coppia e temo. Perché poi ci sono periodi di lunghi silenzi X)
Sì, in effetti dopo questo concentramento c’è stato qualche piccolo intralcio sul cammino.^^ Ma adesso dovremmo poi tornare a occuparci anche di loro, giuro.^^

Sinceramente, credo che questa sia una delle coppie più *realistiche*.
Sarà che Keith è troppo reale, con emozioni e reazioni fin troppo vere.

A me la cosa che crea problemi è che, realisticamente, questa coppia è quella su cui io scommetterei di meno. Perché è davvero *difficile* che funzioni tra un tipo come David – età-professione-carattere-fascino – e uno come Keith – giovanissimo-inesperto-paranoico-terraterra. E il fatto che Keith invece *pretenda* realismo rende difficile procedere dritto. Ma sono felice che fin qui ti convincano così tanto.^^

Perché all’inizio, pensavo che l’essere così possessivo di David fosse un difetto più di carattere che mentale.
Ma non l’avevo visto reagire a Samuel, non l’avevo ancora ben visto con Vivian.
Credo che la “mania”, il desiderio assoluto di David di dover tenere sempre tutto sotto controllo sia l’indice più grande della sua debolezza. La sua stabilità mentale si basa su questo, penso XD

Sono d’accordo, sì. Penso che la fragilità di David emerga proprio da questo suo bisogno di avere tutto sotto controllo, e penso anche io che davvero ci sono solo gradazioni. Scoprire di Megan sarà un colpo fortissimo, così come Sam. Perché sono davvero terreno suo, in qualche modo. O almeno così lui li considera. Il che è un problema quando loro non sono troppo d’accordo e il mondo ancora meno. *rolling-eyes*
Con Keith, penso che sarà l’apoteosi di tutto questo. Perché Keith ha il dono di metterlo totalmente in crisi senza neanche sforzarsi – senza neanche accorgersene – e David quindi ha una specie di guerra in corso, con lui. Senza che lui ne sappia niente. *rolling-eyes* E credo che il bisogno di arrivare a possederlo davvero, non in senso sessuale ma assoluto, sarà un po’ il motore di tutto, almeno per molto tempo. Spero che poi troveranno un qualche equilibrio… *rolling-eyes*
(Anche perché Keith non è il tipo che adora essere posseduto. Nella prima versione della Rosa, quando David se ne usciva con ste cose, rispondeva ricordandogli distrattamente che non era un accessorio della sua jaguar. *rolling-eyes* Sono davvero opposti. *rolling-eyes*)

Resto sempre convinta che il più grande problema tra loro due sia *Vivian*.
Il fatto che David sia stata la luce che ha rasserenato i suoi occhi.

Hm. Io credo che Vivian sia il problema attuale, perché è quello che salta agli occhi prima. Cioè, Keith non si permette neanche di prendere in considerazione l’idea perché tanto c’è Vivian. Punto.
Nel momento in cui però diventerà chiaro che Vivian non è un problema – e lo sarà presto – sarà costretto ad ammettere che in realtà c’è tutto il resto da tenere a mente. Perché per una persona come Keith è davvero un *suicidio* aprirsi a David – nel senso, le possibilità che finisca male sono qualcosa di simile al 99%, per quanto ne sa lui. E non soltanto perché lui ha una bassa autostima, ma perché appunto, lui è un ragazzino di diciannove anni che non ha mai avuto una storia seria e David è un uomo di trentacinque pieno di fascino, pieno di esperienza e abituato a passare da una scopata all’altra. (E Keith non sa della *moglie* e della *figlia*. *rolling-eyes*)
Per la razionalità di Keith, si tratta davvero di qualcosa di incomprensibile. E boh, io lo capisco molto, perché al suo posto ragionerei nello stesso modo.
Quindi insomma. Sarà necessario *forzarsi*, e trovare una ragione per farlo.

E poi alla fine ho l’impressione che David ci sia rimasto decisamente spiazzato al rifiuto.
A dir poco.^^

Perciò, sono contenta, in definitiva, sono contenta che Keith si sia scostato.
Penso che se si fosse lasciato baciare non l’avrei riconosciuto. Penso che meriti almeno di sapere che non è la solita scopata.

Sì, sicuramente.
Il punto è che credo non ci sia ancora esattamente arrivato, a questo. *rolling-eyes* Ma con calma…^^

Kiss^^
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